Il volume dell’equity crowdfunding, in Europa, è in crescita esponenziale e la revisione del Regolamento Consob di febbraio 2016 rappresenta un ulteriore tassello finalizzato a migliorare la normativa italiana sull’equity crowdfunding. In base al Regolamento Consob, la raccolta on line di capitale di rischio da parte di aziende innovative (startup e PMI) si effettua tramite portali autorizzati che hanno come scopo quello di intermediare tra l’offerta di progetti e investitori disposti a dotarle  della necessaria forza finanziaria. In sintesi si parla di equity based crowdfunding quando tramite l’investimento on-line si acquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una società: in tal caso, la ricompensa per il finanziamento è rappresentata dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione nell’impresa. In pratica si tratta di un canale di accesso al credito alternativo a quello bancario.

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Nel corso del 2015 sono state finanziate 7 società per complessivi 1,747 milioni di euro su 6 piattaforme di cui peraltro 3 attive solo a partire dall’autunno. Nel 2014 erano state finanziate 4 società per 1,307 milioni da 3 piattaforme. Gli investitori sono passati da 134 nel 2014 a 252 nel 2015, ciascuno dei quali ha investito in media circa 7.000 euro (9.750 nel 2014). Tuttavia il risultato ottenuto è stato fino ad oggi inferiore rispetto al resto d’Europa, probabilmente per i limiti imposti dal regolamento Consob.
Le novità del Regolamento Consob, però potrebbero dare finalmente impulso all’equity crowdfunding spingendo l’Italia verso una velocità “europea”. Questa nuova regolamentazione insieme all’attività svolta dall’European Crowdfunding Stakeholder Forum (ECSF), tavolo di esperti della Commissione Europea, il quale sta ponendo la propria attenzione sulle operazioni transnazionali, l’equity crowdfunding potrebbe portare, attraverso una omogeneizzazione delle rispettive regolamentazioni, alla nascita di un mercato europeo.
Si tratta di investimenti che presentano un alto profilo di rischio, perché l’investitore diventa socio di un’impresa non quotata in mercati non regolamentati e partecipa quindi per intero al rischio economico che caratterizza tutte le iniziative imprenditoriali. Si tratta di società giovani e operanti in settori innovativi, per cui il rischio che il progetto imprenditoriale non vada a buon fine è ancora maggiore rispetto a quello delle società già da tempo operanti in un determinato settore. Se quindi investire in tali strumenti evidenzia il rischio di perdita dell’intero capitale investito, di contro vi è l’opportunità di affiancare il processo di crescita di un’impresa ad elevato potenziale che potrebbe portare nel migliore degli scenari a delle exit assolutamente vantaggiose tramite operazioni di Merger & Acquisition (M&A), la fusione con una società simile o l’essere acquistato da una società più grande, o tramite offerte al pubblico (IPO), quotandosi in borsa per cedere partecipazioni della società.

Assiteca Crowd, società autorizzata dalla Consob, opera nel settore dell'Equity Crowdfunding e nella sua compagine sociale vede tra gli altri la presenza del Gruppo Assiteca (primo broker indipendente assicurativo italiano). Questa compagine imprenditoriale ha permesso di chiudere con successo, nonostante la recente autorizzazione Consob ad operare nel settore (2014) già due interessanti campagne in ambiti diversificati. Ancora oggi Assiteca Crowd detiene il record nel nostro Paese per la maggiore raccolta per singolo progetto (520.000 per Paulownia Social Project) in un tempo estremamente ridotto (56 giorni) se confrontato con la media di durata delle campagne di equity crowdfunding nel nostro Paese.

Assiteca Crowd

www.assitecacrowd.com