LA PAROLA A ...


In collaborazione con EUROFINANZA
Sintesi dell'articolo di Gabriele Nicolis

Energia, la parola al MinistroAlfonso Pecoraro Scanio, Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare

Il tema energetico è un fattore critico per le politiche di un paese e "nel momento di stesura del nostro programma" afferma il ministro Alfonso Pecoraro PECORARO SCANIO  Alfonso Scanio "si è data grande centralità all'argomento ed è stata indicata la direzione che si intende prendere per attenuare la pericolosa dipendenza dall'estero del nostro paese per l'approvvigionamento energetico e ridurre al minimo il suo impatto ambientale".
Ecco, in sintesi, il pensiero del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, raccolto dal mensile Eurofonanza.

Ministro, l'energia è una componente strategica fondamentale per l'economia di uno stato. Oggi la bilancia del nostro fabbisogno pende soprattutto verso petrolio e gas, con la conseguenza di scenari economico-politici internazionali molto complessi. Come invertire questa tendenza e promuovere un mix di fonti energetiche?
Diverse sono le strade da percorrere, ma prima di tutto bisogna realizzare politiche di risparmio e di efficienza. Infatti, in base ad uno studio Ue, una corretta politica energetica potrebbe portare alla riduzione del 20% dei consumi energetici. Ritengo poi che si debba intervenire per svincolare il nostro paese dalla grande dipendenza verso i combustibili fossili in generale, e verso il petrolio e il carbone in particolare. Il primo (il petrolio) perché dannoso sotto il profilo ambientale e sempre più caro (in base alle stime di quasi tutti i soggetti internazionali si arriverà presto a superare il valore di 100 dollari al barile), il secondo (il carbone) perché pur essendo di certo più economico rappresenta la fonte energetica più inquinante,e quindi pericolosa per la salute nostra e del pianeta. In questa prospettiva si dovrà ricorrere al gas come combustibile di transizione per svincolarci dal petrolio, attraverso la costruzione di tre o quattro rigassificatori e l'eventuale ampliamento dei gasdotti. Infine,bisogna dare definitivo riconoscimento e applicazione a tutte quelle forme di produzione energetica rinnovabili, e quindi pulite e inesauribili, come il solare (termico e fotovoltaico), l'eolico, le biomasse, la geotermia, eccetera.

Si parla spesso di fonti rinnovabili secondo logiche di filiera industriale, di sostegno alle forme di produzione distribuita, di agroenergie, nonché di perseguimento degli obiettivi di Kyoto. Può spiegare come si possono raggiungere gli obiettivi?
Bisognerà dare un impulso deciso e decisivo al sistema delle Esco (Energy service company) attraverso il meccanismo del finanziamento in conto terzi, promuovendo un fondo di garanzia che stimoli e garantisca le banche nella concessione di finanziamenti ad azioni, soprattutto nell'edilizia, destinate a promuovere il risparmio e l'efficienza. Accanto a questi interventi bisognerà anche promuovere la microcogenerazione diffusa. Si deve, quindi, passare da poche grosse centrali che hanno un'efficienza del 35/45% a una maggiore diffusione di piccole centrali sul territorio con sistemi di cogenerazione diffusa 60% oppure, ancora meglio, con sistemi trigenerativi con un efficienza che va ben oltre il 90 per cento. Per quanto riguarda l'agroenergia, il mio ministero, in collaborazione con l'Apat e tutti i soggetti del settore, dovrà fare una stima approfondita e accurata per valutare la dimensione e la localizzazione delle superfici che possono essere destinate alle colture energetiche. Tutto questo tenendo sempre in considerazione che abbiamo una produzione agricola di qualità, quindi che saranno soprattutto i terreni inutilizzati o in regime di set aside a poter coprire la richiesta.

Se guardiamo alle imprese, le piccole e medie in particolare, sul fronte dell'approvvigionamento energetico stanno subendo gravi ripercussioni per il costo dell'energia in costante ascesa. Quale potrebbe essere la soluzione per superare questo problema che le allontana dalla competizione internazionale?
Innanzitutto c'è bisogno di una maggior attenzione da parte del sistema produttivo italiano, anche delle piccole e medie imprese, a interventi di razionalizzazione dei loro consumi energetici. In molti casi i margini di miglioramento tramite semplici e banali sistemi di risparmio e di efficienza energetica sono molto ampi. Dall'altra si dovrà creare un mercato in cui la concorrenza di vari soggetti porti a una riduzione dei prezzi. Infine è necessario studiare, ove possibile, interventi che mirino alla produzione energetica all'interno dei siti stessi fino a raggiungere una possibile auto sufficienza di alcune attività produttive. Mi vengono subito in mente le grandi potenzialità che ci sono per le aziende agricole in caso di efficace utilizzo delle biomasse.

Alcuni importanti paesi europei, Francia, Spagna e Germania, prevedono che nell'arco di pochi anni la produzione energetica attraverso le rinnovabili copra buona parte del fabbisogno nazionale. Quali sono gli obiettivi per l'Italia?
Anche in questo caso gli obiettivi sono molto chiari, e sono stati fissati da tutti i partiti della maggioranza nel programma dell'Unione: vogliamo che nell'arco della legislatura la produzione energetica da fonti rinnovabili sia almeno raddoppiata, in modo tale da raggiungere, nel 2011, una quota pari al 25% di energia pulita prodotta in Italia. Un obiettivo sul quale bisognerà lavorare perché si tratta di una priorità ambientale ed economica, e può migliorare sensibilmente la qualità della vita di tutti i cittadini. Investire sulle fonti rinnovabili è la vera sfida planetaria del futuro, indispensabile per contrastare i cambiamenti climatici in atto.

 

Gruppo Assiteca Home
Copyright © 2009 Assiteca SpA
Ottimizzato per Internet Explorer 7.0