Dal Mondo Economico
PAESI DELL’EST: LE REGOLE ASSICURATIVE PER UNA CORRETTA GESTIONE DEI RISCHI.
Nel corso dell’ultimo decennio si è sempre più sviluppata
ed affermata la presenza di operatori ed investitori italiani in quei paesi
dell'Europa Orientale che sono divenuti parte integrante dell'Unione Europea
dal 1 Maggio 2004.
L'aspetto assicurativo nell'elaborazione dei piani di investimento,
di sviluppo e di diversificazione delle aree di produzione, va particolarmente
considerato e valutato nelle sue componenti. Ciò sia per le peculiarità dei
differenti mercati, sia per le specifiche normative del settore, le quali,
ancorché in fase di armonizzazione in base alle emanate Direttive dell'Unione
Europea, mantengono tuttora e per un periodo di alcuni anni particolarità locali.
Qui
di seguito vengono elencati gli aspetti principali di cui tenere conto per
una corretta gestione della delocalizzazione o dell’internazionalizzazione
in questi paesi in materia assicurativa; aspetti che normalmente vengono comunque
risolti da consulenti assicurativi professionali, con esperienza in attività internazionale:
- la situazione fiscale delle imposte sui premi assicurativi con aliquote differenziate
- la situazione del mercato assicurativo locale per quanto riguarda la diversa presenza delle Imprese Assicuratrici internazionali, che spesso limita la concorrenza e la scelta
- l'obbligo della stipulazione dei contratti assicurativi nella lingua del paese interessato, (si pensi ad esempio alle lingue slave, al cirillico, all'ungherese)
- l'obbligo del pagamento dei premi in valuta locale in quanto gli Stati in questione non hanno ancora aderito all'Euro
- le diverse realtà dei Mercati assicurativi con particolare riferimento ai criteri di tassazione dei premi, ai parametri di competitività rispetto ai paesi europei occidentali, al rapporto costo/prodotto (dimensione del costo e qualità/efficacia della copertura assicurativa)
- la presenza di Imprese Assicuratrici di Stato aventi relativa solvibilità ed affidabilità (vedi margini di solvibilità previsti dalle Direttive Europee)
- il numero limitato delle Imprese Assicuratrici rispetto agli altri paesi UE e la non ovvia ammissione di assicurazioni stipulate con compagnie assicuratrici "non admitted", pena gravi sanzioni sugli Utenti
- l’eventuale necessità di stipulare contratti assicurativi integrativi in Italia per coprire rischi o somme non ottenibili sui mercati locali
- l’esistenza, per le assicurazioni del personale lavorativo, di Organizzazioni Assicurative e Previdenziali di Stato (simili alla ns. INAIL) che coprono eventuali infortuni dei dipendenti entro limiti molto più ridotti dei nostri , con possibilità di rivalse degli stessi nei confronti del datore di lavoro; vanno considerate quindi coperture ad integrazione delle condizioni e dei massimali assicurati
- l’eventualità di danni o pregiudizi all'ambiente da parte dell'azienda o sue maestranze: in taluni Paesi infatti, ancorché con legislazioni meno evolute, la cura dell'ambiente é più tutelata
Nota: le suddette considerazioni sono in larga parte applicabili anche ai Paesi dell'Europa Orientale che potranno entrare nell'Unione Europea nel prossimo futuro, (Bulgaria, Romania, Croazia, Turchia,etc.).
Va comunque sottolineato che i Paesi dell'Est già aderenti all'UE si sono impegnati ad adeguare nel tempo le loro normative.

