ECONOMIA E MERCATI

Risparmi potenziali fino a 60 miliardi l'anno con la fatturazione elettronica

Le fatture B2B scambiate all’anno in Italia sono circa 1,3 miliardi, 1 miliardo quelle B2C

Il valore potenziale della Fatturazione Elettronica per le imprese è ormai ampiamente dimostrato, come documentano anche dai risultati della Ricerca condotta dall’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano (www.osservatori.net). La Ricerca si è basata sull’analisi approfondita di diversi casi aziendali, su un “censimento” dei progetti più interessanti, sul confronto con quanto sta avvenendo in altre nazioni europee e sullo sviluppo di modelli originali per la stima dei benefici a livello aziendale e di sistema Paese. Fatturazione elettronica

Secondo le nostre stime” afferma Alessandro Perego, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio – “sono circa 1,3 miliardi le fatture B2b scambiate all’anno in Italia in tutti i settori, e circa 1 miliardo le fatture B2c, prevalentemente nei settori energia, telefonia e prestazioni professionali. A queste fatture si possono applicare benefici potenziali per ciascuna fattura compresi tra i 2-3 euro e gli 80 euro, in funzione del settore e del grado di copertura della soluzione implementata. Il beneficio potenziale per l’Italia – in termini di aumento di produttività – derivante dall’adozione diffusa della Fatturazione Elettronica risulterebbe compreso tra i 10 miliardi di euro all’anno - se le logiche della dematerializzazione fossero applicate alla sola fase di fatturazione - e i 60 miliardi di euro all’anno – nel caso in cui l’adozione fosse estesa all’intero ciclo ordine-pagamento.
La quantificazione della redditività dei progetti di Fatturazione Elettronica ha evidenziato inoltre come il tempo di Payback sia generalmente inferiore a un anno. I benefici risultano ampiamente superiori ai costi correnti e agli investimenti necessari per conseguirli. Infatti, nel caso di adozione più completa e matura si osservano, in generale, risparmi di costo che possono valere da 1 a 3 punti di margine nel conto economico, a seconda del settore. Quanto detto rimane valido anche per le PMI, dove l’utilizzo di fornitori di servizi e soluzioni in outsourcing consente di abbattere gli investimenti tecnologici iniziali e di ridurre, al contempo, anche quelli di natura organizzativa. L’adozione di soluzioni riconducibili alla Fatturazione Elettronica, benché sia un fenomeno tuttora limitato, è in forte espansione. “Sono due le tipologie di imprese che si stanno accostando alla Fatturazione Elettronica” prosegue Perego “Da una parte, vi è il mondo delle aziende, che scambiano con i loro clienti e/o fornitori - in alcuni casi da molti anni - documenti del ciclo commerciale in formato elettronico strutturato. A queste 42 mila imprese si aggiungono quegli ecosistemi che si creano intorno ai portali Web di alcuni “leader di filiera”, una cinquantina circa secondo le nostre stime, per altre circa 15.000 imprese complessivamente coinvolte. Circa un terzo di queste 60.000 imprese scambia con i partner commerciali il documento fattura in formato elettronico strutturato, risultando quindi già molto “vicina” alla realizzazione del paradigma della Fatturazione Elettronica a norma di legge.”

Quattro le “regole d’oro” nell’impostazione dei progetti di Fatturazione Elettronica per cogliere il massimo dei benefici:

  • puntare all’integrazione di processo: i benefici che si ottengono dall’allargamento dell’ambito di progetto – dalla sola conservazione all’invio elettronico delle fatture in formato strutturato, fino all’integrazione con le fasi di gestione ordini, consegna e pagamento – sono estremamente più significativi dei soli benefici di ottimizzazione locale;
  • prestare estrema attenzione ad accuratezza e qualità del processo: la maggior parte degli errori in fattura dipende da errori commessi nella fasi a monte del processo e, in particolare, dal disallineamento nei dati anagrafici e commerciali che regolano le transazioni, e questi errori non sono eliminabili se non si agisce sulla qualità dei dati, all’origine e lungo l’intero processo.
  • progettare un percorso di adozione graduale: per implementare i modelli di Fatturazione Elettronica più completi, che promettono i benefici più consistenti, è possibile procedere per “passi”, attraverso i modelli più semplici, a patto di avere da subito una visione di insieme che punti al “traguardo” finale;
  • un unico processo con diversi canali di interfaccia verso clienti e fornitori: la varietà dei canali di comunicazione con clienti e fornitori (EDI, portali, PEC, fax, ecc.) – inevitabile, date le differenze nel grado e nella maturità di adozione – non impedisce di progettare un unico processo interno ottimizzato che realizzi, ad esempio, una riconciliazione automatica fatture-ordini indipendentemente dal canale con cui pervengono le fatture.

In collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano

 

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