Dal Mondo Assicurativo
A cura della redazione Assiteca
Il mercato della riassicurazione
nel 2007
La generale riduzione dei prezzi dei contratti di riassicurazione rinnovati il 1° gennaio è riconducibile all'assenza di forti danni per catastrofi nel corso del 2006 e al buon livello di profittabilità dei riassicuratori. Sono questi i dati che emergono dall'inchiesta svolta da Benfield fra i principali broker di riassicurazione europei, riportati da Assinews.it.
I premi delle coperture calano in Europa e in tutte le regioni: unica eccezione sono gli Stati Uniti, dove si osservano aumenti anche superiori al 40% nelle zone a più alto rischio di uragani.
Variazione dei prezzi in Europa
|
2005/2006 |
2006/2007 |
Italia |
- |
-30%/-5% |
Francia |
0%/5% |
-10%/-5% |
Germania |
- |
-10%/-5% |
Svizzera |
10%/20% |
-10%/-5% |
Regno Unito |
5%/10% |
-5%/0% |
Caratteristica comune a molti dei contratti rinnovati a gennaio è il livello di rischio più elevato che le assicurazioni hanno deciso di non riassicurare, a cui corrisponde un aumento delle franchigie conservate e la tendenza a sostituire contratti di tipo proporzionale con contratti di tipo eccesso sinistri (il che comporta maggiore conservazione sulle polizze e minori costi di riassicurazione). Rispetto all'anno precedente, il volume di premi ceduto alla riassicurazione è praticamente rimasto invariato. In merito a questi dati, le imprese hanno dichiarato di aver approfittato della congiuntura positiva per migliorare la selezione dei rischi piuttosto che per aumentare il volume d'affari.
La moderazione dei prezzi deriva inoltre dal netto miglioramento della situazione finanziaria dei riassicuratori. I bassi tassi d'interesse e la crescita delle quotazioni azionarie hanno creato condizioni di finanziamento molto favorevoli per i riassicuratori. A questo si aggiunge la continua crescita del mercato dei cat bonds. Guy Carpenter (2° broker di riassicurazione al mondo) stima che le emissioni complessive di questi strumenti abbiano raggiunto i 4,7 miliardi di dollari nel 2006 (oltre il doppio del 2005), portando il capitale riassicurato a quasi 8,5 miliardi. In totale, secondo Benfield, le forme di finanziamento non tradizionali hanno apportato al settore nel 2006 oltre 8 miliardi di dollari. Questa cifra rappresenta circa il 5% del capitale complessivo dei riassicuratori, ma la forte accelerazione dei flussi e la continua comparsa di strumenti innovativi rende possibile una minore variabilità del ciclo riassicurativo.
Le maggiori agenzie di rating hanno confermato l'outlook stabile per il settore, valutando che i profondi cambiamenti nei sistemi di valutazione e gestione dei rischi introdotti dopo le ingenti perdite del 2005 garantiranno riassicurazioni dei rischi più prudenti e una ridotta volatilità dei ricavi. Il rischio maggiore sembra provenire dalla forte concentrazione sia geografica che di rami assicurabili mostrata da alcuni riassicuratori.
Rating dei principali Gruppi di riassicurazione
|
Standard & Poor's |
Fitch |
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Riassicuratore |
Rating |
Outlook |
Rating |
Outlook |
Munich Re |
AA- |
Stabile |
AA- |
Stabile |
Swiss Re |
AA- |
Stabile |
AA- |
Stabile |
SCOR |
A- |
Stabile |
A- |
Stabile |
Converium |
A - |
Positivo |
A - |
Positivo |
Hannover Re |
AA- |
Negativo |
A+ |
Stabile |
Per quanto riguarda le previsioni climatiche dell'anno in corso, si teme che, visto il basso numero di uragani nel 2006, evento raro vista la tendenza all'aumento degli eventi catastrofali, ci si trovi a dover fronteggiare eventi particolarmente violenti. Gli esperti prevedono infatti che l'impatto degli uragani sulla costa orientale degli Stati Uniti sarà del 60% superiore alla media degli ultimi cinquant'anni. Secondo altre stime, quest'anno i sinistri potrebbero essere superiori del 40% rispetto alla media di lungo periodo nell'area del Golfo del Messico e di circa il 30% nelle altre regioni atlantiche, a causa dell'aumento del 30% della probabilità che un uragano di grandi dimensioni raggiunga la terraferma.

