DAL MONDO ASSICURATIVO
A cura della redazione ASSITECALa mappa dei rischi paese
Il Gruppo SACE, leader italiano nell’assicurazione del credito, nella protezione degli investimenti e nelle garanzie contrattuali attraverso la copertura dei rischi di carattere politico e commerciale, ha elaborato un Indicatore di Rischio Politico classificando i Paesi del Mondo in base a differenti tipologie di rischio.
Tre le caratterizzazioni di rischio prese in esame: rischio di esproprio, rischio di mancato trasferimento dei capitali e rischio di violenza politica
L’ Indicatore di Rischio Politico prende in considerazione gli aspetti prettamente legati
agli investimenti all’estero, in un periodo nel quale quelli effettuati nei paesi emergenti hanno raggiunto il massimo storico. Assistiamo infatti parallelamente a una crescita di fattori di rischio politico, come l’esplosione di conflitti etnici e religiosi, e il “nazionalismo” delle risorse energetiche. La valutazione di questi fattori non trova strumenti idonei in un mercato dove sono disponibili solo indicatori che misurano la solidità economica e finanziaria di un Paese.
L’Indicatore raggruppa i Paesi in 9 differenti livelli di rischio, da L1 (rischio minimo) a H3 (rischio massimo).
Ciò che ne emerge è che l’area geografica con la rischiosità media maggiore è l’Africa subsahariana, con Paesi quali la Somalia, la Repubblica Democratica del Congo, il Sudan e lo Zimbabwe che presentano un rischio molto elevato, seguita dal Medio Oriente/Nord Africa (Iraq, Iran) e poi dall’Asia (Afghanistan, Corea del Nord e Myanmar).
I paesi del Nord America e quelli dell’Unione Europea risultano i meno rischiosi, anche se c’è da notare come in Europa Italia e Grecia siano considerati meno affidabili rispetto alle altre nazioni.
Per quanto riguarda il rischio di violenza politica risulta essere più alto nell’area del Medio Oriente. In Russia e Cina risultano elevati sia il rischio di esproprio sia quello di violenza politica, a causa di lacune nell’apparato burocratico/legale e di divisioni etniche. Migliore la posizione dell’India e del Brasile che si collocano a metà classifica, anche se in India il rischio di violenza politica risulta significativo.

