Il trend dei mercati


Materie prime



Oro e petrolio
verso trend divergenti nel 2007

Secondo un recente rapporto di American Express Bank, nel 2007 l’oro e il petrolio seguiranno strade divergenti invertendo quanto successo nell’ultima decade. Tra il 1996 e il 2006, infatti, oro e petrolio hanno avuto entrambi un percorso di crescita supportato da un’offerta piuttosto contenuto rispetto alla crescente domanda degli investitori. Ma in un’ottica di lungo periodo, già a partire dal 2007, il legame tra le due commodity si invertirà.

Il recente calo del petrolio, secondo gli esperti di American Express Bank, è legato a fattori strutturali e non stagionali. Il range di prezzo a cui il petrolio dovrebbe attestarsi, dopo un piccolo rialzo stagionale durante i mesi invernali, è stimato attorno ai 50 dollari a barile.
A rendere ottimisti su un tale contenimento del prezzo, sui 50 dollari a barile più che sui 60, ci sono alcuni fattori determinanti:

Il più basso livello del prezzo del petrolio durante il 2007 potrà supportare la riduzione della core inflation e dovrebbe sostenere la crescita dei consumi, con relativo prolungamento della crescita economica mondiale. Di questa situazione dovrebbe, ovviamente, beneficiare anche il mercato azionario.
Gli economisti spiegano che il calo nelle quotazioni dell’oro, registrato durante l’anno in corso, è da considerarsi come una piccola correzione in un mercato comunque rialzista. I segnali che vengono dai mercati di Asia e India sembrano confermare una crescita della domanda di oro da parte dei consumatori finali, sottoforma di gioielli. Inoltre, è improbabile che le banche centrali si rendano protagoniste di grandi operazioni di vendita, soprattutto agli attuali livelli di prezzo, mentre proprio alcune banche centrali asiatiche potrebbero incrementare la propria domanda di oro.

Un’altra componente della domanda di oro che potrebbe influenzare il trend dei prezzi è rappresentata da quegli investitori decisi a coprirsi dai rischi legati all’andamento del dollaro, delle obbligazioni, dei mercati azionari e alla crescita dell’inflazione (sostenuta dalla crescita economica). L’oro, in altre parole, rappresenta il bene rifugio per eccellenza in caso di crisi economico-finanziarie e/o geopolitiche, e questo è confermato anche da numerose ricerche.

Nel lungo periodo la correlazione dell’oro con l’inflazione è piuttosto stabile mentre la correlazione con il dollaro tanto nel breve quanto nel lungo periodo è caratterizzata da un andamento inverso. La ragione è che una diminuzione del dollaro sui mercati valutari determina una spinta inflativa negli Stati Uniti e nello stesso tempo una diminuzione del prezzo dell’oro per gli investitori esteri, che saranno spinti ad incrementare la propria domanda.


Correlazione dell'oro rispetto ad altri mercati (1)
  6 mesi 12 mesi 3 anni 10 anni
Dollaro USA -0,5 -0,2 -0,5 -0,4
Petrolio 0,7 0,5 0 0,2
Metalli 0,9 0,8 0,5 0.03
Materie Prime 0,9 0,7 0,1 0,3
S&P500 0 0,5 0,2 0
Treasury 10 anni 0,7 0,4 0 0
(Fonte: Bloomberg, Datastream)

(1) la correlazione è un indice che varia da -1 a +1. Un valore vicino al +1 indicherà la tendenza dell'oro a muoversi nella stessa direzione dell'indice/mercato preso a confronto. Un valore vicino a -1 la tendenza a muoversi in direzione opposta.

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