DAL MONDO ASSICURATIVO
Premio ASSITECA -
I risultati del focus 2010:
Prevenzione, Rischi e Responsabilità in tema di sicurezza sul lavoro
Anticipiamo i risultati principali del focus 2010 dell’indagine realizzata ai fini dell’assegnazione del Premio Assiteca.
Se è di vostro interesse, potete leggere il report con la sintesi dell'intera ricerca cliccando qui
L’approfondimento ha, ovviamente, fatto esplicito riferimento al Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, conosciuto come Testo Unico in materia di Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro (TUSL). Nonostante il Testo Unico abbia introdotto una serie di obblighi documentali e operativi che hanno accresciuto i doveri normativi a carico di tutte le aziende, la maggioranza di queste lo ritiene essere un reale contributo alla prevenzione degli infortuni sul lavoro (70%). I risultati emersi individuano come pochi rispondenti considerino il TUSL un documento di modesta utilità reale (10%), oppure pensino che lo stesso comporti un impegno economico ed organizzativo sproporzionato e richieda una documentazione e una burocrazia eccessiva (20%).
L'interesse dell'indagine nei confronti della disciplina emanata dal D.lgs. 81/08 nasce soprattutto dalla forte rilevanza assegnata al processo di gestione del rischio all'interno di tale documento. Di tale processo è il datore di lavoro ad essere designato dalla norma come soggetto responsabile, potendo però delegare alcune funzioni nel rispetto dei limiti e delle condizioni indicate dall'art. 16 del D.lgs. 81/08, ad eccezione di due funzioni (art. 17), ovvero: la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e la designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi (RSPP).
La redazione del Documento di Valutazione dei Rischi è percepita come positiva da quasi la totalità delle aziende partecipanti alla ricerca: il 58% delle aziende ritiene che il DVR sia un documento indispensabile per migliorare la sicurezza sul lavoro e il 31% lo considera capace di formalizzare le attività di prevenzione rendendole comprensibili a tutti i livelli organizzativi. Solo l'11% dei rispondenti pensa che sia troppo complesso, ponderoso e poco utile.
In riferimento alla designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione la maggioranza delle aziende ha nominato il datore di lavoro o da un dipendente interno all'azienda (47%). Solo nel 23% dei casi tale responsabilità è affidata a consulenti esterni. Il 29% delle aziende dichiara inoltre che la nomina del soggetto affidatario è avvenuta formalmente.
Sempre in riferimento al Servizio di Prevenzione e Protezione il D.lgs. 81/08 prevede l'effettuazione di una riunione, almeno una volta all'anno, sulla prevenzione e la protezione rischi. La quasi totalità delle aziende (90%) ritiene sia un'ottima opportunità per lo sviluppo della sicurezza aziendale. La sua bassa utilità viene indicata solo dal 10% delle aziende, percentuale che aumenta, anche se in minima misura, per le aziende di minori dimensioni le cui più scarse risorse rendono a volte più oneroso l'adempimento agli obblighi normativi.
Un altro compito dell’RSPP è quello di programmare momenti di formazione del personale e provvedere alla diffusione delle informazioni. Il TU non specifica le modalità tramite cui divulgare le informazioni richieste, lasciando perciò libertà di scelta in tal senso. Le aziende intervistate dichiarano di comunicare tutte le informazioni soprattutto mediante formazione d'aula (44%), con una percentuale molto bassa tra chi la realizza tramite la distribuzione di un opuscolo informativo (8%). Inoltre, nel 44% dei casi la formazione e l'informazione vengono regolarmente effettuate sia nel caso di variazioni intervenute nel testo legislativo, sia nel caso di inserimento di nuovo personale.
Successivamente l'indagine si è concentrata sull'utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuali: l'87% delle aziende rispondenti utilizza al proprio interno dispositivi di protezione individuali e la maggior parte li considera un reale contributo alla sicurezza sul lavoro.
La riduzione dei rischi d'infortunio avviene, soprattutto, tramite il corretto utilizzo delle ordinarie attrezzature da lavoro, che devono essere conformi ai dispositivi di legge, idonee ai fini della salute e sicurezza e, ovviamente, adeguate al lavoro da svolgere. Notevole importanza assume anche la loro manutenzione; su questo aspetto le aziende intervistate mostrano una forte attenzione: in maggioranza dichiarano che la manutenzione degli ambienti, delle attrezzature e degli impianti di lavoro debba essere formalizzata ed effettuata sulla base di una attenta pianificazione (60%); il 37% ne dichiara la necessaria regolarità, mentre solo il 3% ritiene sia sufficiente effettuarla a fronte di incovenienti.
In conclusione, la maggioranza delle aziende intervistate sembra evidenziare un atteggiamento positivo nei confronti degli obblighi di compliance derivanti dalla normativa di riferimento. Ciò che emerge è che, nonostante i gravosi oneri a carico delle aziende in tema di salute e sicurezza dei lavoratori, queste ultime sfruttano l'obbligo di adempienza per sviluppare e perfezionare l'intero processo di risk mangement al fine di perseguire, da un lato l'obiettivo della complessiva salute e sicurezza dei luoghi di lavoro, e, dall'altro per ridurre o eliminare, ove possibile, tutti gli altri potenziali rischi che incombono sulla loro sfera di attività.
A cura della Redazione Assiteca

