Il trend dei mercati
Materie prime
Dopo i record del 2006, un anno di transizione
Che il 2006 sia stato un anno record per le quotazioni delle materie prime è un dato di fatto. La corsa del petrolio e dell’oro e le impennate del prezzo del rame sono solo la punta dell’iceberg. Secondo uno studio di Prometeia, infatti, i rendimenti medi di tutto il segmento delle commodity ha reso poco meno del 19%.
Le domanda che frullano nella mente di molti investitori sono quindi prevedibili: Come andrà il 2007? Sarà conveniente puntare ancora sulle commodity? Le risposte a queste domande non sono altrettanto semplici e, tra l’altro, è sempre bene ricordare che i rendimenti positivi del passato non sono garanzia di eguali rendimenti nel futuro. Detto questo, però, leggendo le opinioni degli esperti è possibile tracciare alcuni scenari per l’anno da poco iniziati.
Da un primo esame quel che appare certo è che il 2006 non sarà un anno ripetibile, anche se nei singoli settori potranno registrarsi rendimenti a doppia cifra. La parola d’ordine, dunque, è selezione degli investimenti. Secondo alcuni operatori dovrebbe regnare la calma nel settore delle commodity energetiche, del rame, dello zinco e dell’alluminio, quelle che più hanno corso durante il 2006. Il 2007 dovrebbe essere più positivo per le commodity agricole e per il nichel che, tra le materie prime, hanno avuto performance relativamente più basse nel 2006.
Petrolio
Secondo molti studi e report delle varie case d’investimento, i picchi di prezzo toccati nel 2006 non dovrebbero ripetersi e i prezzi, grazie anche a un inverno tutt’altro che rigido, dovrebbero attestarsi su range compresi tra i 50 e i 65 dollari a barile.
Oro
Anche il bene rifugio per eccellenza starà ben lontano dai prezzi record toccati nel 2006, quando tra maggio e giugno i contratti schizzarono a 725 dollari l’oncia. Le prospettive per il 2007 rimangono, comunque, piuttosto positive e le quotazioni di inizio febbraio si attestano attorno ai 650 dollari l’oncia.

