ECONOMIA E MERCATI

ll commercio elettronico cresce
più del tradizionale

L’eCommerce cresce a tassi decisamente superiori rispetto a quelli del commercio sui canali tradizionali. Il turismo rimane, tra i principali comparti, quello con il tasso di penetrazione più elevato, pari al 12,5%. Seguono l’editoria, musica ed audiovisivi con il 4,5%, l’informatica ed elettronica di consumo, le assicurazioni con valori superiori al 3% circa ed infine l’abbigliamento che si avvicina alla soglia dell’1%.
Con valori dell’online quasi trascurabili rispetto al totale vendite retail troviamo il Grocery, l’arredamento e i prodotti per la casa. Il risultato complessivo – tenuto conto che abbigliamento e alimentari sono di gran lunga le voci di spesa principali – è un peso dell’eCommerce sul totale retail che supera di poco l’1%.
e commerceUn valore ancora molto basso se si considera che la penetrazione in UK è del 10% circa, in Germania del 7% e in Francia intorno al 5%. Questo disallineamento è principalmente riconducibile al numero di acquirenti online che nel nostro Paese, nonostante nel 2010 si sia passati da 7 a 8 milioni circa, resta ancora decisamente inferiore rispetto ai 28, 20, 34 milioni di UK, Francia e Germania rispettivamente.

La spesa media annua dell’acquirente italiano è invece allineata a quella dei consumatori online francesi e tedeschi, con valori compresi tra gli 800 ed i 900 euro ed è significativamente più bassa di quella dei web shopper inglesi pari a oltre 1.400 euro. E’ positivo anche il confronto con l’andamento dei principali mercati europei e con gli USA, dove la crescita attesa è mediamente inferiore a quella nel nostro
Paese.
L’incremento previsto nel 2010 per il mercato italiano è infatti circa doppio rispetto a quello inglese e statunitense (+8%), superiore a quello tedesco (+12%) e in linea con quello francese (+15%). sigillo Netcomm


Questa la fotografia tracciata dall’Osservatorio promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano con la collaborazione di Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano giunto alla decima edizione. Dopo che il 2009 si era chiuso in linea con il 2008, il 2010 è stato l’anno della ripresa per l’eCommerce B2c in Italia, inteso come la vendita di prodotti e servizi da siti italiani (con almeno una filiale in Italia).
L’aumento del mercato è sostanzialmente allineato per servizi e prodotti, indice di una crescita organica. Escludendo l’ambito delle vendite consumer to consumer, la crescita complessiva attesa sale al +16% su base annua e quella delle vendite di prodotti al +20% circa, per il secondo anno consecutivo più sostenuta rispetto ai servizi.

SETTORI
Anche nel 2010 è l’abbigliamento a far registrare l’incremento più elevato con il 43% di crescita rispetto al 2009. Tutti gli altri settori hanno incrementi compresi tra l’11 ed il 19%: +19% per il grocery, +18% per le assicurazioni, +15% per il turismo, +14% per l’editoria, musica ed audiovisivi e +11% per l’informatica ed elettronica di consumo. Anche l’insieme dei comparti merceologici (ad esempio il Made in Italy, le ricariche telefoniche, il ticketing) cresce con tassi interessanti nell’intorno del 10%.

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Crescita dell’eCommerce in Italia – Dati School of Management del Politecnico di Milano con la collaborazione di Netcomm

In valore assoluto, i maggiori contributi alla crescita provengono dal turismo con +443 milioni di euro e dall’abbigliamento, con +149 milioni.

EXPORT
L’export cresce del 19% raggiungendo quota 1,05 miliardi di euro. Moda, voli e hotel sono le categorie merceologiche più vendute all’estero. L’export cresce ad un tasso di poco superiore all’eCommerce nel suo complesso e arriverà a pesare il 16% del venduto da siti italiani. Turismo e abbigliamento rappresentano il 59% ed il 24% dell’export rispettivamente. Le categorie merceologiche più apprezzate dai clienti stranieri sono i biglietti aerei, la prenotazione di hotel e il fashion italiano, tanto che alcuni tra i brand più noti della moda Made in Italy hanno una quota di export – prevalentemente in Unione Europea, Stati Uniti e Giappone – decisamente superiore alle vendite effettuate in Italia.

Il resto dell’export è riconducibile alle transazioni abilitate da eBay e alle vendite di prodotti tipici, di prodotti di Informatica ed elettronica di consumo verso Paesi limitrofi e di libri in lingua italiana per i nostri connazionali residenti all’estero. La bilancia import-export dell’eCommerce italiano è però nel complesso negativa. Il valore assoluto dell’import è infatti pari ad oltre 2 miliardi di €, più del doppio del valore dell’export, essenzialmente riconducibile alla biglietteria aerea (ad esempio Easyjet, Ryanair) e alla prenotazione di hotel (Booking su tutti) che insieme valgono oltre i tre quarti dell’acquistato da parte di italiani su siti stranieri.

A cura della redazione Assiteca

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