Dal Mondo Economico
A cura di Giovanni Centola
Automobili
Revisione al peggioramento, in corso d'anno, per il mercato automobilistico, che in Italia secondo la media degli operatori dovrebbe chiudere il 2005 con un -6% a 2.130.000 unità. Già i soli primi 3 mesi hanno segnato un -5,6% (-4,6% su totale Europa), con il mese di marzo in ulteriore ribasso. E le previsioni per la restante parte dell'anno non sono incoraggianti per tutta una serie di motivi: la perdurante fiacchezza economica, i sempre più elevati prezzi dei carburanti, le crescenti limitazioni al traffico, le minori promozioni da parte delle case automobilistiche e, come fa notare Promotor, la "fisiologica stanchezza della domanda dopo vendite mantenutesi su livelli elevati per ben 8 anni". Quest'anno si dovrebbero segnalare in calo anche i cosiddetti "chilometri zero", le (costose) immatricolazioni da parte delle concessionarie - incentivate dai produttori - che nel 2004 avevano pesato sul totale del mercato per quasi il 5,5% e che potrebbero scendere al 4%.
5,6%
contrazione immatricolazioni in Italia primi 3 mesi 2005
Se la contrazione delle immatricolazioni è in sé un serio
fattore di preoccupazione, almeno in teoria i margini unitari dovrebbero
risollevarsi.
Già, come detto, promozioni e chilometri zero dovrebbero
diminuire. E' poi un fatto che, se si vanno a guardare le vendite dei
segmenti nei primi 3 mesi, sono calati vistosamente l'A e il B, mentre
le immatricolazioni dell'E e dell'F hanno mostrato tenuta se non progressi. "L'andamento
negativo dei segmenti di volume conferma lo stato di difficoltà nel
quale si trova l'economia, che continua a rinviare i segni di una ripresa
degna di tale nome", sottolinea Gianni Filipponi, segretario generale
dell'Unrae. "E al contrario l'orientamento negli acquisti verso
veicoli in grado di rispondere ai diversi stili di vita vede premiate
le auto premium, a partire dalla nicchia delle Suv".
12,4%
quota noleggio su totale immatricolazioni
primi 3 mesi 2005
9,8%
nel 2002
Va aggiunto che il buon andamento delle fasce superiori è anche
da mettersi in relazione alla domanda aziendale, che con 607mila
vetture (delle quali 85mila chilometri zero) per il 2005 è prevista in
sostanziale tenuta, raggiungendo così il 28,5%
del totale mercato.
All'interno del segmento flotte dovrebbero segnalarsi in evoluzione i
noleggi a lungo termine e dare segni di consolidamento quelli a breve
termine e il leasing. Mentre, in buona parte per l'effetto della diminuzione
dei chilometri zero, dovrebbero invece perdere diverse migliaia di unità gli
acquisti diretti. In particolare è significativo che sul totale
del mercato italiano il sottosegmento dei noleggi (breve + lungo termine)
sia arrivato a incidere nelle immatricolazioni per il 12,4%.
Ma a cosa di deve questa diversa dinamica della domanda aziendale rispetto a quella del mass-market? Una prima ragione ha a che fare con il progressivo spostamento delle flotte dalla proprietà ai noleggi di lungo termine, il che comporta tempi raccorciati di sostituzione delle vetture (in media 36-40 mesi). Gian Primo Quagliano di Promotor rileva poi come la domanda aziendale si muova di solito in maniera meno condizionata dall'andamento congiunturale dell'economia. Infine, la riduzione delle promozioni in corso ha un impatto (negativo) limitato quasi solo alla domanda dei privati.




