L'arcipelago toscano,
fra Napoleone e ginestre
Viene definita l’isola dei tesori. Ma è conosciuta anche come una delle perle di Venere, insieme alle altre piccole isole che costituiscono il l’arcipelago toscano nonché il più grande parco nazionale marino d’Europa : Capraia, il Giglio, Giannutri, la Gorgona, Montecristo e Pianosa.
Sono l’una diversa dall’altra, con una bellezza propria e inconfondibile.
La più grande, l’isola d’Elba, è passata alla storia per aver ospitato l’esilio di Napoleone Bonaparte, che si divise fra Villa dei Mulini, a Portoferraio, e Villa San Martino, nell’entroterra. Oltre alle splendide spiagge e calette, offre la possibilità di fare lunghe passeggiate in altura, sul monte Capanne che raggiunge i 1018 metri. Ma non fu Napoleone il primo a godere di questo paradiso: i primi ad arrivarvi furono gli ilvati, dalla Liguria, poi l’isola, grazie ai giacimenti di ferro, rese possibile lo sviluppo della civiltà etrusca e addirittura il successo militare di Roma, che grazie al ferro dell’Elba aveva a disposizione il giavellotto con la punta di ferro a perdere.
L’isola del Giglio, con poco più di 1000 abitanti, è amatissima dai sub, mentre Capraia, isola rocciosa che nel 1055 fu conquistata dai Saraceni, è nota per avere una ricettività turistica ridotta, nel rispetto dell’ambiente.
Due isole sono praticamente inaccessibili: a Montecristo, riserva bioenergetica, non è possibile né pernottare né pescare, e persino la balneazione è vietata; Giannutri è priva di alberghi e collegata solo da un traghetto giornaliero, è terra da falchi pellegrini, picchi e gabbiani.
Pianosa, contesa nel medioevo fra Pisa e Genova, e passata a Piombino nel 1300, ha ospitato per anni un carcere di massima sicurezza, chiuso dopo 140 anni nel 1998.
Gorgona, forse la meno nota dell’arcipelago, era un tempo rifugio delle foche monache e fu abitata da etruschi e romani.

