ECONOMIA E MERCATI
All'India piace il Made in Italy
India e Italia sono molto più simili di quanto non si possa pensare. Il sistema imprenditoriale di entrambi gli stati si basa infatti principalmente sulle pmi, che in India sono circa 26 milioni.
L’India, che tra un paio di decenni molto probabilmente diventerà la terza economia mondiale, cresce ad un ritmo impressionante, così come aumentano gli investimenti: solo nelle infrastrutture, il governo indiano ha stanziato 640 miliardi di euro per il periodo 2013-2017, come riportato anche da Il Sole 24 Ore.
L’interscambio fra Italia e India si attesta oggi intorno ai 6 miliardi di euro, ma l’interesse ad aumentare sensibilmente i rapporti fra i due paesi è forte, sia per la passione che l’India nutre nei confronti del nostro made in Italy e nella nostra capacità di innovazione nell’impiantistica, nell’energia, nelle tlc e nel design, sia per l’interesse dell’Italia nell’aprirsi ad un mercato in fermento.
Attualmente l’Italia importa dall’India soprattutto tessile e abbigliamento, componenti per l’industria meccanica, macchine ed impianti elettrici, spezie, pesce e pietre naturali. L’india, al contrario, fa shopping nel nostro paese di prodotti farmaceutici, articoli ottici, fotografici e medicali, veicoli e loro parti, motori e generatori elettrici e utensileria in metallo.
Anand Sharma, ministro del Commercio indiano, ha visitato l’Italia poche settimane fa insieme ad una delegazione di imprenditori di diversi settori (dalle costruzioni al turismo fino alla moda) per incontrare la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, oltre ad alcuni imprenditori fra i quali Lavazza, Ferrero, Magneti Marelli, Astaldi e Angelantoni.
Il 2011 dovrebbe quindi essere l’anno giusto per facilitare i reciproci investimenti, e a conferma dell’intenzione di facilitare gli incontri fra le diverse realtà imprenditoriali, Emma Marcegaglia ha annunciato una missione di sistema per ottobre, che vedrà coinvolti Confindustria, il Governo, l’Ice e l’Abi. Non solo: sono previste tre iniziative dedicate ad automotive, energia e infrastrutture nonché la costituzione di un Business Council tra le due Confindustrie, che si riunirà almeno una volta all'anno per facilitare i rapporti.
Le aree in cui si concentrerà la collaborazione saranno inoltre quelle dedicate al manifatturiero, al farmaceutico, al tessile, all’ict, al cuoio, al turismo e all’agroalimentare. L’India nutre inoltre un forte interesse verso le energie rinnovabili e il design italiano, e punta inoltre ad instaurare un ottimo rapporto fra le università dei reciproci paesi. Da risolvere, invece, la questione dei dazi: è in corso un negoziato per il libero scambio, ma non ci sono comunque restrizioni agli investimenti esteri, favoriti invece dalla semplificazione delle procedure.
A cura della Redazione Assiteca

