Il trend dei mercati
La finanza in pillole
Gli Usa rallentano il Pil mondiale
Il 30 marzo scorso Prometeia ha presentato il Rapporto di Previsione di Marzo 2007 sulle prospettive di medio termine dell'economia internazionale e italiana. Emerge ancora una volta come l'andamento del mercato immobiliare americano risulti cruciale nell'evoluzione del PIL mondiale.
Il rapporto evidenzia l'importanza della situazione finanziaria delle famiglie statunitensi per determinare quante di esse si troveranno in difficoltà a onorare i
debiti contratti, e con quali riflessi sulla spesa per consumi. Lo scenario presentato prevede che gli effetti della crisi del mercato immobiliare americano rimangano sufficientemente circoscritti, così da evitare una vera e propria recessione dell'economia, ma siano però lunghi da smaltire. Si prevede che il rallentamento della crescita negli Usa duri per almeno due anni, per il biennio 2007-2008, quando il tasso di crescita sarà di poco superiore al due per cento annuo e comunque inferiore al potenziale. I contraccolpi sull'economia mondiale di questi sviluppi dell'economia americana non saranno drammatici e questo grazie anche al peso crescente che hanno assunto i paesi emergenti nel sostenere la crescita del Pil mondiale nel prossimo quinquennio.
L'Europa risentirà moderatamente del rallentamento dell'economia americana, grazie al consolidamento di quella tedesca; contemporaneamente, nell'eurozona dovrebbe proseguire il processo di apprezzamento dell'euro. Il quadro appena descritto dovrebbe impedire l'attuazione di una politica eccessivamente restrittiva da parte della Bce, anche se, come prevede Prometeia, un ulteriore rialzo dei tassi di interesse a breve in Europa è inevitabile. La Bce, infatti, ha già da tempo manifestato alcune preoccupazioni sull'evoluzione dell'aggregato monetario M3.
Nel 2006 l'economia italiana ha registrato una crescita del Pil dell'1,9%, grazie anche all'impennata registrata nel quarto trimestre. Tra i settori che hanno contribuito in modo più significativo al buon andamento dell'attività vi è senz'altro quello industriale. Oggi la dimensione del settore industriale italiano è inferiore a quella precedente la fase di recessione, iniziata nel 2000. L'anno in corso potrebbe registrare un rallentamento modesto dell'attività produttiva, da 1,9% a 1,8%, guidato dai consumi privati, sui quali è atteso riflettersi l'effetto restrittivo della politica fiscale, dalle esportazioni, per l'apprezzamento dell'euro e la minore crescita della domanda estera, e, soprattutto, dalle scorte, il cui processo di accumulo dovrebbe ridimensionarsi dopo essere stato particolarmente pronunciato sul finire del 2006. Il rallentamento sarebbe meno intenso di quello previsto fino a tre mesi fa, sia per un consistente effetto statistico di trascinamento, ma soprattutto per le migliori prospettive di crescita nell'area euro, poiché l'economia tedesca risentirebbe meno del previsto degli effetti restrittivi della manovra fiscale per il 2007. La crescita economica nei prossimi anni dovrebbe oscillare nell'intorno di quella del potenziale in ragione delle fasi del ciclo internazionale e del rafforzamento dell'euro.
Quadro di sintesi delle previsioni |
Italia |
Uem |
Usa |
|
Pil |
2007 |
1,8 |
2,4 |
2,3 |
2008 |
1,5 |
2,2 |
2,1 |
|
2009-2011 |
1,6 |
2,1 |
2,5 |
|
Inflazione |
2007 |
1,7 |
1,9 |
2,4 |
2008 |
1,9 |
1,9 |
2,4 |
|
2009-2011 |
1,9 |
2,0 |
2,7 |
|
Indebitamento netto delle AP |
2007 |
2,6 |
1,3 |
2,4 |
2008 |
2,6 |
1,1 |
2,4 |
|
2009-2011 |
2,5 |
1,0 |
2,5 |
|
(Fonte: Prometeia - Rapporto di Previsione di Marzo 2007)

