Dal Mondo Assicurativo
A cura della redazione Assiteca
I rischi più temuti dagli italiani
Salute, terrorismo e inquinamento nucleare: sono questi i rischi più temuti dagli italiani secondo un’indagine condotta nello scorso mese di ottobre da MdS Consulting per conto di CINEAS – Politecnico di Milano (Fonte: Assinews n.171).

Le donne (48,1%) temono maggiormente i rischi legati alla salute rispetto agli uomini (40%). A sorpresa, la fascia di età che si preoccupa di più della propria salute non è quella degli over 65enni (42,9%), ma è quella compresa fra i 45 e i 54 anni (48,5%). Come prevedibile, i giovani fino a 34 anni si preoccupano meno degli adulti, anche se in una percentuale elevata, pari al 41,7%.
L’area geografica di appartenenza non influisce sull’incidenza della paura verso questo tipo di rischio, anche se emerge come discriminante il titolo di studio.
Il terrorismo, nonostante gli avvenimenti internazionali, viene citato solo dal 14,4% degli intervistati. In questo caso, a differenza del “rischio salute”, emergono maggiori differenze a livello territoriale: le macroaree Nord-Ovest e Sud-Isole appaiono più preoccupate rispetto a Nord-Est e Centro (poco più del 15% contro il 12% circa). Per quanto riguarda invece le fasce d’età, i più ansiosi risultano gli over 65 e in generale la popolazione femminile.
Per quanto concerne le aggressioni, su un totale di 8,6% di timorosi prevalgono donne e anziani, prevalentemente residenti nel Nord-Ovest (10,4%). Il titolo di studio appare rilevante come discriminante, poiché emerge che i laureati risultano meno preoccupati rispetto ad altre classi di studio (5,7% contro il 9%).
Avere un incidente, invece, non preoccupa particolarmente gli italiani, anche se è possibile che il timore sia in relazione alla gravità delle conseguenze dell’evento dannoso piuttosto che alla probabilità che lo stesso si verifichi.
I laureati, comunque, temono per il 13% gli incidenti più di qualsiasi altra fascia della popolazione con differenti titoli di studio: 7,5% di persone in possesso di un diploma delle medie superiori, 6% di coloro che hanno studiato fino alle medie inferiori e il 5,9% di chi si è fermato alle classi elementari.
Analizzati i rischi, quali sono le forme di tutela a cui fanno ricorso gli italiani?
L’indagine di MdS/CINEAS-Politecnico di Milano ha evidenziato che solo il 17% degli italiani ricorre a delle coperture assicurative per i rischi contro i quali è concretamente possibile assicurarsi.
Nello specifico, il 22,2% degli italiani intervistati ha dichiarato di ricorrere all’assicurazione per tutelarsi dai problemi di salute, mentre non lo fa il 64%.
Il 27,8% degli intervistati si è dotato di sistemi e impianti di prevenzione per i rischi derivanti da azioni di terrorismo, ma solo il 3,5% ha fatto ricorso ad una assicurazione.
Per cercare di evitare di rimanere vittime di aggressioni, il 34,9% degli italiani ha predisposto sistemi di prevenzione, mentre il 47,7% evita di tutelarsi e il 9,3% ha sottoscritto una copertura assicurativa.
Più interessante il dato relativo al ricorso all’assicurazione per tutelarsi dagli incidenti: ben il 32,4% ha una copertura assicurativa, mentre il 63,5% non si tutela e il 4,1% agisce in altri modi non specificati.
Se potessero, invece, gli italiani intervistati si assicurerebbero contro le difficoltà economiche (20,9%), l’inquinamento nucleare (10,7%) e i problemi legati al lavoro (6,3%).

