Dal Mondo Economico
Prof. Roberto Cappelletto,
Professore Ordinario di Finanza Aziendale, Università di Udine
Dott. Marino Bertolini,
Dottore di Ricerca in Finanza Aziendale, Università di Udine.
I CRITERI DI ADEGUAMENTO PER LE IMPRESE ITALIANE ALL'ACCORDO DI BASILEA 2
1.Un nuovo mercato dei capitali per le imprese italiane
Il sistema finanziario in Italia, negli ultimi 15 anni, ha subito profonde
trasformazioni. Diversi fattori istituzionali-economici hanno contribuito a
tale cambiamento: dall’adesione italiana alla moneta europea, la liberalizzazione
del mercato dei capitali, la possibilità per le banche estere di entrare
in Italia, fino alla nuova legge bancaria del 1993 che sancisce che la raccolta
del risparmio fra il pubblico e l’esercizio del credito costituiscono
attività bancaria, la quale ha carattere d’impresa. In questo contesto
evolutivo si inseriscono anche le novità apportate dal Comitato di Basilea.
Tale
Comitato, istituito nel 1975 dai Governatori delle banche centrali dei paesi
del cosiddetto Gruppo dei Dieci, si prefigge l’obiettivo di rendere
sempre più efficace la regolamentazione della vigilanza bancaria e
di poterla estendere a tutte le istituzioni creditizie operanti in tutti
i Paesi del mondo. Ad oggi hanno aderito all’Accordo di Basilea 2 più di
150 Paesi. Il Comitato, che non ha potere legislativo, formula proposte e
linee guida che, sistematicamente, vengono recepite e adottate dai rispettivi
Paesi. Sebbene il Nuovo Accordo di Basilea, meglio conosciuto come Basilea
II, entrerà ufficialmente
in vigore nel 2007, già rappresenta una realtà con cui il sistema
bancario e imprenditoriale si sta misurando.
Destinatari “formali” della
nuova normativa sull’adeguatezza
patrimoniale sono le “banche attive a livello internazionale”;
tuttavia, i destinatari “sostanziali” sono molto più numerosi.
In primo luogo la normativa verrà applicata a tutte le banche anche
con operatività eminentemente domestica; in secondo luogo essa finisce
indirettamente per impattare su una serie di altri operatori economici: da
un lato i debitori delle banche (imprese, privati, enti pubblici), dall’altro
gli organismi di assistenza alle imprese quali i confidi, i sistemi giudiziari,
il parlamento, ovvero i vari sistemi paese.
Volendo sintetizzare le principali
novità apportate da tale Accordo,
possiamo affermare che il Capitale Proprio, o Patrimonio Netto, delle banche
diventa la principale grandezza a difesa della stabilità del sistema
finanziario internazionale e, contestualmente, la grandezza su cui si misura
il rischio di un istituto bancario.
Infatti la determinazione del rischio
che corre una banca dipende dallo stato di salute dei soggetti a cui la banca
concede i finanziamenti, ed in particolare quindi dallo stato di salute delle
imprese.
In virtù del criterio fondamentale, in base al quale la determinazione
del capitale di vigilanza della banca deve dipendere direttamente dalla rischiosità effettiva
del credito che essa eroga, Basilea 2 diventa un vincolo non solo delle banche
ma anche delle imprese che sono sottoposte ad un giudizio sul loro merito creditizio.
2. L’effetto di Basilea 2 sulle imprese
L’utilizzo di sistemi di analisi quantitativi e qualitativi per regolamentare
l’accesso al credito non può che avere un impatto rivoluzionario
nel rapporto banca-impresa. Saranno infatti premiate le imprese che riusciranno
a documentare oggettivamente il loro grado di solidità patrimoniale,
finanziaria ed economica. Di converso, il peso prevalente che prima aveva il
rapporto personale dell’imprenditore verso l’istituto di credito
verrà progressivamente ridimensionato; inoltre, prassi storiche quali
il forte ricorso alle garanzie da parte delle banche, l’eccessivo frazionamento
degli impieghi, l’orientamento a rapporti di multi affidamento, la bassa
propensione al finanziamento dell’innovazione, e l’utilizzo della
leva del tasso a favore prevalentemente delle grandi imprese, verranno abbandonate
a fronte di un sistema bancario che si confronta con i temi critici dell’internazionalizzazione
e della riorganizzazione.
Di fatto, si attraverserà una fase transitoria dove alle imprese verrà richiesto
di adeguarsi non tanto ai parametri di Basilea, in quanto tali, ma a dei parametri
oggettivi di solidità aziendale.
Ciò provocherà una forte
selezione tra le imprese, le quali per resistere all’interno del mercato
dovranno possedere caratteristiche ben definite. In particolare sopravvivranno
le imprese che investiranno molto in ricerca e sviluppo, imprese non sottocapitalizzate
in cui l’imprenditore,
diversamente che nel passato, reinveste parte dei guadagni all’interno
dell’impresa, ossia imprese con una bassa leva finanziaria. Migliori
saranno tali caratteristiche, migliore sarà il giudizio dell’istituto
bancario sull’impresa (Rating) e, conseguentemente, minore sarà il
costo dell’indebitamento che la banca applicherà al cliente (pricing).
L’impresa-banca non è certamente esonerata dalla sfida che, fin
da oggi, coinvolge tutte le imprese italiane, e quindi la nostra economia.
Gli
istituti bancari non solo dovranno adeguarsi alle regole imposte da Basilea,
ma dovranno farlo nel miglior modo possibile: la redditività di un istituto
dipenderà fortemente dalla sua capacità di individuare le imprese
meritevoli di credito. Il Nuovo Accordo di Basilea, infatti, non restringerà la
concessione di credito, ma al contrario capitali maggiori saranno disponibili
per soggetti che si dimostreranno meritevoli; è chiaro che chi non sarà meritevole
di vedrà privato dei finanziamenti.
Non dimentichiamo, inoltre, che il
ruolo della banca è diverso dal venture
capitalist, in quanto la banca gestisce capitali dei piccoli risparmiatori
depositati per non correre rischi. Di conseguenza, è tenuta a concedere
capitale a prestito minimizzando il rischio. Da qui la necessità di
disporre di strumenti adeguati che agevolino questo tipo di analisi: i sistemi
di Rating.
Tuttavia, come tutte le imprese, una banca operando in
mercati a libera concorrenza, si troverà a competere con altre banche
(anche internazionali) che cercheranno i clienti migliori. Di fondamentale
importanza sarà, quindi, per l’istituto
riuscire a trovare un giusto trade-off tra i vincoli nella valutazione
della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica e la capacità di
essere elastici in modo da non perdere le iniziative più remunerative.
3.Come prepararsi al nuovo rapporto banca - impresa
Le aziende devono rivedere la loro struttura organizzativa in modo da poter far fronte alle nuove richieste di informazioni che provengono dal mondo bancario il quale dovrà impostare il processo di rating assignment al fine di valutare correttamente le imprese.
Step 1: Preparazione della documentazione
- Predisporre 3 bilanci storici, o 3 bilanci storici + 1 di verifica infrannuale, completi di informazioni di dettaglio (nota integrativa, rendiconto finanziario).
- Predisporre la situazione della Centrale Rischi alla data dell’ultimo bilancio e alla data del bilancio di verifica infrannuale, richiedendola alla propria banca.
- Predisporre le informazioni relative a contratti di leasing in corso, con la quantificazione del debito residuo e della rata suddivisa tra quota capitale e quota interessi.
- Predisporre gli approfondimenti informativi sulla composizione di eventuali voci di bilancio sintetiche (es.: ratei e risconti, crediti verso altri, debiti non meglio specificati, ecc.).
- Predisporre le informazione qualitative utilizzando l’apposito questionario.
Step 2: Inserimento dei bilanci ed elaborazione dei dati
- Una volta disponibili le informazioni sopra elencate, si procede ad inserire i bilanci in un software specifico per ottenere sulla dinamica economico-finanziaria dell’impresa e l’assegnazione del rating.
Step 3: Analisi e interpretazione dei risultati
- Grazie alla relazione, si possono individuare i punti di forza e di debolezza dell’impresa e le aree su cui intervenire per migliorare il rating.
Step 4: Definizione e attuazione delle azioni per migliorare il rating
- Individuati i punti di debolezza e le aree su cui intervenire, si passa alla fase di attuazione delle azioni volte a ottenere un miglioramento del rating assegnato all’impresa.
Step 5: Costruzione di bilanci prospettici
- E’ utile inoltre predisporre le informazioni per l’elaborazione di bilanci prospettici e l’assegnazione di rating su tali simulazioni per ottenere la relazione di analisi.
- Individuati attraverso l’analisi i punti di forza e di debolezza e le aree su cui intervenire, si dovrebbe passare alla fase di attuazione delle azioni per ottenere un miglioramento del rating dell’impresa.
- Durante questa fase è utile simulare l’effetto delle azioni migliorative del rating prima di attuarle, in modo da quantificare esattamente l’impatto e l’efficacia delle soluzioni individuate.

