Dal Mondo Economico
In collaborazione con Espansione
Come cambiano le remunerazioni e i benefit dei manager in Italia
I giovani manager parlano le lingue, navigano nel web, conoscono i mercati e pensano all’azienda come una fucina dove sviluppare la loro creatività organizzativa.
Dall'indagine nazionale sui livelli retributivi realizzata da Assores, associazione italiana che raggruppa 170 società e studi di consulenza per la ricerca e selezione del personale, è emerso che, rispetto agli ultimi due anni, il potere del commerciale nell'ambito dell'organizzazione aziendale, si è trasferito (in larga misura) a quella del responsabile acquisti a cui oggi si attribuisce un ruolo certamente più importante rispetto a qualche anno fa.
Un primo
elemento che emerge dall’indagine, certo e inconfutabile, è l'avanzata
decisa degli "uomini acquisti".
Giovanni Oriani, il neo presidente di Assores, a questo proposito spiega che «il mercato è cambiato. Fino a qualche anno fa le aziende cercavano di acquistare le materie prime sul mercato interno. Ma erano anche anni in cui il 60-70% della produzione aziendale era realizzata internamente. Oggi le cose sono profondamente cambiate. Viviamo in un periodo di accesa delocalizzazione. Le aziende puntano a realizzare all'esterno con un solo grande imperativo: comprare al meglio. Che non significa a meno. E per questo hanno la necessità di avere al proprio interno gente capace che, oltre a conoscere bene l'organizzazione in cui opera, conosca il “pezzo” con cui opera. Gente laureata, che l'azienda affianca ai responsabili dell'ufficio acquisti e che, praticamente, supervisiona il settore».
Del resto la crescita del peso dei commerciali, emersa lo scorso anno, riproduceva fondamentalmente l'andamento di un ciclo economico in contrazione - iniziato già qualche anno prima - e che aveva spinto le imprese a "dragare" le inefficienze.
Da un lato le aziende hanno iniziato a rinforzare l'area del controllo di gestione, dall'altra hanno rinforzato la produzione con uomini capaci e ben organizzati. «Riuscendo a recuperare quel 5-6% dei costi», prosegue Oriani, «le imprese hanno potuto aggredire di più i mercati e quindi si sono buttati sulla ricerca dei commerciali, come è successo negli ultimi due anni.».
Un secondo grande fenomeno sta trasformando la ricerca e selezione del personale:
la delocalizzazione. «Fino a qualche anno fa gli uomini del commerciale
nelle aziende medie nazionali erano gli unici tenuti a conoscere le lingue.
Ricercare e selezionare uomini
di produzione che sapessero le lingue era un evento raro. Oggi non è più così.» prosegue il presidente di Assores.
Si tratta di figure mediamente giovani e preparate, da utilizzare per il trasferimento di tecnologie e di modus
operandi, disponibili a dividere il tempo tra il Paese estero e la casa
madre.
Ma come sono andati gli stipendi nel 2005? Quali i settori e le mansioni in
crescita? E quali quelli stabili? La ricerca di Assores mette in evidenza un
forte appiattimento delle retribuzioni intorno alle categorie più alte
di settimo livello e dei quadri.
«Il mercato è super fermo in tutta l’area amministrativa e gestionale relativa al personale», continua Giovanni Oriani, «tranne nel settore manifatturiero, nell’area dei servizi commerciali e nelle attività di vendita dei beni di largo consumo (vedi supermercati e affini, che sono gli unici che assumono). Nell'area della gestione del personale cresce enormemente il ruolo femminile sia nelle aziende, sia nelle società di consulenza, come nelle società dell’interinale nelle quali per esempio l’80% dei lavoratori è donna».
Dalla lettura dei dati emerge con chiarezza che le figure più remunerate non fanno parte soltanto della direzione generale (come ovvio), ma interessano anche altre aree e settori. La media della retribuzione di un amministratore delegato è, secondo i dati di Assores, pari a 140 mila euro. Si tratta di una figura che nel 100% dei casi usufruisce di frange benefit che incidono sulla retribuzione per il 20%. Un valore, questo, che sale nelle grandi aziende a 160 mila euro, per assestarsi nell'industria intorno a 145 mila euro e nei servizi a 130 mila euro.
Per restare intorno a queste cifre, nell'area direzione si trova la figura
del direttore di divisione - responsabile di un'area di business - delle multinazionali
con una media di 122 mila euro annui, mentre il direttore generale nelle grandi
imprese percepisce in media una retribuzione di 140 mila euro.
Nell’area
commerciale, il responsabile del controllo di gestione appartiene alla fascia
alta di stipendio con una media di 120 mila euro. A superarlo di gran lunga è il
direttore finanziario, con 170 mila euro, che ha una frequenza di frange benefit
del 70% e un’incidenza di questi sulla retribuzione
del 10%. Nell'edilizia, quest'ultima figura, percepisce mediamente 150 mila
euro lordi l'anno. Sempre nell'area commerciale gli export sales manager nella
grande impresa, per esempio in una fabbrica di autoveicoli, percepiscono mediamente
120 mila euro l'anno. A testimonianza di quanto detto da Oriani, il key account
manager arriva nella media della grande industria a 135 mila euro con un'incidenza
dei benefit di poco inferiore al 20%.
Nell'area produzione, più che le funzioni di reparto e di controllo
della produzione l'indagine di Assores evidenzia la crescita delle ricerche
nell’ambito delle posizioni di servizio alla produzione: programmatori
di produzione e ingegneri gestionali.
In quest'ambito, mentre un direttore
produzione vecchio stile ha una retribuzione media di 60 mila euro l'anno -
ed è molto più pagato nella media
impresa che nella multinazionale - un direttore ufficio tecnico nella multinazionale
mediamente ne prende 80 mila di euro, poco meno di un direttore di stabilimento
che, nella media impresa, arriva ai 90 mila euro.
Un'altra funzione di servizio non particolarmente richiesta ma ben pagata è quella dell’area manutenzione di nuovi impianti.
Molto richiesti gli ingegneri capi cantiere nel settore dell'edilizia e delle grandi opere e infrastrutture che hanno registrato una crescita dello stipendio del 25% e da 60 mila sono passati a 90 mila euro lordi annui.
Nell’area commerciale le figure più richieste sono quelle del
manager export, mentre sono “scomparsi” gli agenti.
«Oggi i programmi software hanno sostituito le visite degli agenti di una volta», dice Oriani, «Ora ne basta
la metà. In cambio sta aumentando di molto l’atteggiamento customer
oriented della struttura interna.».
Sempre nel commerciale si possono incontrare picchi di retribuzione soprattutto
nei settori del tessile, meccanico, chimica fine e automobilistico/automotive.
«Accade
quando la funzione si fonde con la figura del direttore generale»,
dice sempre il presidente di Assores. «È l'effetto della delocalizzazione. Ci sono direttori commerciali che si occupano anche dei mercati esteri e quando
vanno in quei Paesi assumono anche la funzione di direttore generale.
In questo caso si passa da una media di 130 mila a 170 mila euro, con una crescita
del 30%».
Ma quali sono stati i valori più in crescita nel 2005? Il picco di
aumento maggiore ha interessato il direttore acquisti che, rispetto a due anni
fa, ha una retribuzione media superiore del 25%.
Una crescita che in alcuni casi supera anche il 50%. «Viaggiavano intorno
ai 35 mila euro l’anno», prosegue Oriani, «e oggi si assestano
su 45/50 mila con punte di 80 mila nel settore del commercio. I direttori acquisti
oggi sono tra i pochi che, se cambiano azienda, spuntano sempre aumenti sostanziosi».
E quali sono i settori in cui si patisce di più?
Secondo la ricerca Assores, i settori che in questo momento stanno subendo
più di altri l'arrestarsi del ciclo produttivo e, di conseguenza, sono
pressoché stabili nelle retribuzioni in tutti i livelli, sono quello
tessile e il settore chimico.
«Si salva, come sempre, solo il comparto
del lusso», conclude
Oriani, «nel quale troviamo ancora picchi di stipendi in quelle mansioni
che riescono a trovare nuovi sbocchi per fare crescere la propria azienda sia
in Italia sia all’estero».
E per concludere un breve sguardo nell'area bancaria, nella quale cresce soprattutto
chi è impiegato o comunque opera nelle banche d'affari. In quest'ambito
si assiste, infatti, a una vera e propria caccia all'uomo da parte degli head
hunter che si possono accaparrare il meglio in circolazione grazie a una ricerca
diretta. E mentre i papabili fino a qualche anno fa godevano di crescite intorno
al 10-15% nel passaggio da un'azienda all'altra, oggi spuntano anche aumenti
di stipendio del 30% e anche più.
Speciale stipendi: 43 posizioni al microscopio. Verifica qui la tua posizione

