Osservatorio Assiteca
I settori italiani in sintesi
In collaborazione con Espansione
A cura di Giovanni Centola
Illuminazione

Rispetto
alle previsioni formulate la scorsa primavera, e a giudicare dai dati preconsuntivi
del Centro studi Cosmit/Federlegno-arredo,
il 2005 dell’illuminazione italiana si è chiuso in maniera un
po’ deludente. Con 2.365 milioni, la crescita del giro d’affari
alla produzione è stata infatti dello 0,7%, contro un pronostico dell’associazione
del 6-7%. In un’ottica pluriennale, il 2005 ha rappresentato un esercizio
all’insegna della continuità.
7,8%
Incremento dei prezzi medi all'export(primi 11 mesi del 2005)
Nell’anno appena trascorso, le esportazioni hanno registrato un progresso a valore del 2,2%, mentre la sostanziale stabilità del mercato interno è stata “appesantita” dalla dinamica delleimportazioni, pari al +18,3%. Per quanto riguarda i Paesi maggiori destinatari dei nostri prodotti, vi è da segnalare la contrazione dei fatturati in Germania, in Gran Bretagna e soprattutto negli Usa (-4,1% nel periodo gennaio-novembre); al contrario, hanno mostrato un buon andamento le vendite in Francia e Spagna, ma soprattutto in Russia (+19,6%), mercato dalle performance ormai prossime a quelle realizzate negli Usa.
In merito alle importazioni, va subito detto che le aree produttive di riferimento, pari oggi al 70% dei valori complessivi, restano solo 4: la Cina, la Germania, l’Austria e la Francia. Mentre queste ultime tre sono nel 2005 mediamente cresciute nell’ordine del 5%, la Cina ha compiuto un balzo superiore al 38%, arrivando così a coprire da sola quasi il 35% dell’import. In piena sindrome cinese – tra l’altro, la Cina è appena il 37° nostro mercato dell’illuminazione – le attese dei produttori italiani sono state da tempo appuntate sull’obbligatorietà del dichiarare il “made in…” sui prodotti di consumo. Si tratta di una legittima difesa che diverrà obbligatoria a partire dal prossimo gennaio.
- 1,2 %
Numero dei produttoriitaliani rispetto al 2004
(-0,6% degli addetti)
Va sottolineato che a livello internazionale
il settore resta dominato dal prodotto italiano, in particolare nella fascia
medio-alta e alta dell’offerta, e che l’up-grading del
posizionamento (o quanto meno dei prezzi) si è realizzato anche l’anno
scorso. E nel frattempo il settore,
che con oltre 2mila produttori ha tradizionalmente denunciato il limite
dell’iperframmentazione, continua, seppure con estrema lentezza, a
sfoltirsi e a guadagnare efficienze.
Per il 2006 non è ragionevolmente
prevedibile un’apprezzabile evoluzione
delle vendite. E questo anche se gli eventi fieristici tenutisi fino a oggi
possono aver offerto agli operatori del made in Italy qualche spunto per
un cauto ottimismo.
*preconsuntivi


