Osservatorio Assiteca
I settori italiani in sintesi
In collaborazione con Espansione
A cura di Giovanni Centola
Occhialeria
In modo relativamente inaspettato, il 2005 dell’occhialeria italiana è stato
per le vendite un ottimo anno. Secondo Anfao (Associazione
nazionale fabbricanti articoli ottici) il fatturato dei produttori è cresciuto
di poco più del 10% e le esportazioni del 13%, in un settore che esporta
oltre l’80% dei propri prodotti e nel quale i competitor orientali si
rivelano sempre più agguerriti. Nei mercati mondiali (lievitati nel
frattempo del 12%) conun valore di 1,7 miliardi di occhiali venduti all’estero, il
made in Italy ha confermato non solo la propria assoluta superiorità,
presidiando una leadership intorno al 27,5%, ma anche una relativa immunità dagli
attacchi delle produzioni low cost. A titolo di confronto, fa notare
l’associazione dei produttori ottici, l’evoluzione complessiva
dell’export dell’”I-style” - vale a dire di tutti i
settori legati alla moda e al way of life italiano - è stato nel 2005
dello 0,5%.
27,5 %
Quota mondiale a valore dell'Italia negli occhiali(quasi 48% nei soli
occhiali da sole)
Di fatto, gli altri grandi player mondiali dell’occhialeria, Cina e Hong-Kong (che insieme valgono sul mercato quanto l’Italia), producono per l’80% occhiali di fascia bassa, a fronte di uno speculare 80% dell’offerta italiana posizionata nei segmenti medio-alti, alti e premium. I nostri produttori, che stanno in parte facendo ricorso alle delocalizzazioni, fanno tradizionalmente valere le armi del design e dell’innovazione, mentre da qualche anno alcuni di loro hanno intensificato l’adozione delle griffe della moda e l’azione distributiva con punti vendita diretti.
Entrambe le direttrici di sviluppo sono molto impegnative dal punto di vista finanziario, anzi lo sono sempre di più - ultimamente si è scatenata una vera e propria caccia alle licenze – eppure sia l’una sia l’altra si mostrano premianti, soprattutto in termini di redditività (l’unico problema è, semmai, dato dalle contraffazioni). Non solo: per sua fortuna l’eyewear è per l’Italia il tipico settore delle multinazionali tascabili - che tascabili in realtà non sono tutte - e quindi anche dal punto di vista finanziario esse godono di un vantaggio competitivo.
50 circa
Griffe attualmente prodottedalle 5 principali aziende italiane
(Luxottica, Safilo, De Rigo, Alison, Marcolin)
In termini di destinazioni geografiche del prodotto, nel 2005 le vendite in Italia hanno leggermente segnato il passo (il mercato è statico e le importazioni sono cresciute del 3,6%), mentre come detto l’export ha dato ampie soddisfazioni. In particolare, Europa a parte (+6,6%), ciò si è realizzato un po’ ovunque. Con riferimento ai macro-mercati, sia il Nord-America sia l’Asia hanno registrato incrementi nell’ordine del 20%. E performance superiori al 30% sono state realizzate in diverse destinazioni, tra le quali la Russia, l’Australia e il Brasile. Guardando invece ai segmenti di prodotto, gli occhiali da sole hanno confermato il proprio ruolo trainante con una crescita pari a quasi il 20%, a fronte di una dinamica in un intorno del +3% per le montature (occhiali da vista).
Per quanto riguarda il 2006, le prime indicazioni di mercato, offerte dai dati dell’export e dalle trimestrali di alcune aziende quotate, paiono in buona parte confermare il trend registrato l’anno scorso. Tuttavia un minimo di prudenza sulla proiezione per tutti i 12 mesi si impone, anche alla luce di un euro che si è ultimamente rafforzato e che probabilmente si rafforzerà ancora.

