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A cura di Giovanni Centola

Rilancio produttivo, sempre all’insegna della qualita’
Intervista a: Dottor Marco Pellini Presidente di Pellini Caffè

logo pellini
  • Con circa 57 milioni di fatturato, per circa il 10% realizzati all’estero, Pellini Caffè è uno dei maggiori torrefattori italiani. La sede e gli stabilimenti, di recente rinnovati per un impegno complessivo di 25 milioni, si trovano a Bussolengo, in provincia di Verona. All’azienda non solo fanno capo i marchi omonimi Pellini Top e Pellini Bio (noti al Nord da più di un consumatore su tre), ma anche Caffè Roberta, Guarany, Sao Cafè, Crema Caffé, Uik Decaffeinato e, nel settore delle spezie, Eda e Eda Bio.
  • Pellini è stata fondata a Verona nel 1922, ma i maggiori tassi di crescita li ha realizzati a partire dagli inizi degli anni Ottanta, prima con l’entrata a pieno regime del Consorzio Sao Café (del quale il torrefattore fa parte dal 1971), poi attraverso l’espansione organica e una serie di acquisizioni mirate. Nei soli ultimi 10 anni il fatturato è quasi raddoppiato.
  • L’azienda fa dell’attenzione alla qualità della materia prima uno dei propri punti di forza, selezionando in particolare miscele 100% arabica.
    Di questo e altro Assiteca parla con il presidente Marco Pellini nell’intervista che segue.

D. Dottor Pellini, come si crea l’esperienza di un buon caffè?
R.
Il valore del caffè si costruisce a partire dalla ricerca sistematica delle caffe pellini barattolopiantagioni (la cui selezione è sottoposta ai principi della zona d’origine controllata, per poter così garantire a tutti gli effetti un caffè doc), fino alla scelta dell’ergonomia della tazzina. L’elemento principale che difende tale valore è il fattore umano. Per quanto la produzione sia automatizzata, è l’uomo che fa la differenza conferendo così i reali plus del prodotto.
Solo le miscelazioni più esclusive scelte accuratamente test dopo test, controlli sui luoghi di origine, regalano aromi intensi e unici, colore morbido e consistenza ideale, perché il caffè è un piacere piccolo e fugace ma importante.

D. A proposito di qualità superiore, Pellini Caffè è l’unica azienda in Italia a utilizzare un panel test?
R.
E’ una delle poche. Attraverso un’accurata selezione del personale, abbiamo costituito un team di venti giudici qualificati che ogni mese esaminano i nostri prodotti e quelli della concorrenza. Per tenere allenato il loro “fiuto”, li sottoponiamo a verifiche organolettiche anche di altri prodotti. Ci fidiamo molto del loro giudizio, al punto tale che hanno l’ultima parola anche su formule approvate dai nostri stessi tecnici.

sede esternoD. La vostra nuova sede di Bussolengo, che ha comportato un impegno finanziario di 25 milioni, ha ricevuto molti apprezzamenti. Come l’avete concepita?
R.
Quella di Bussolengo è la nostra quarta sede, e la volevamo veramente attraente, assolutamente coerente con la nostra filosofia di prodotto: di alta qualità, trasparente, funzionale e suggestiva.

Negli ultimi 10 anni siamo maturati molto, scegliendo di crescere culturalmente. Eravamo già orientati in tal senso all’epoca della nascita del Consorzio Sao Café, ma abbiamo voluto evitare qualsiasi banalizzazione del prodotto di punta, concentrandoci su un selezionato know-how, ricercando minuziosamente le materie prime più adeguate, studiando i sistemi di produzione e di gestione finalizzati al miglior rendimento. Siamo quindi cambiati ed era giunto il momento di cambiare casa, di trasferirci in un luogo più consono alle nostre esigenze.

Ci piace progettare il futuro e volevamo congegnare un insediamento produttivo che già contenesse i prossimi sviluppi dell’attività votata ad ulteriori miglioramenti ed espansioni. Per far ciò, ci siamo confrontati con gli altri. Ritengo che non si debba mai dar per scontato nulla e che sia intelligente misurarsi con altre realtà.

Personalmente sono andato molto in giro, in Italia e all’estero, studiando soprattutto le aziende di altri settori (il nostro è alquanto tradizionalista). E ho tratto ispirazioni importanti, soprattutto dal punto di vista della logistica. L’ingegnere Francesco Barbi ha quindi realizzato proprio ciò che volevamo: il prospetto di un’azienda dinamica vestita di segni particolari, all’insegna del raffinato design.

D. E’ vero che lo stabilimento è tra i pochi in Europa a utilizzare un sistema di sincronizzazione in rete degli impianti attraverso una multi-supervisione software? E avete acquistato nuovi macchinari?
R.
Sì, in questo campo siamo tra i pochi all’avanguardia e per ciò ci siamo avvalsi di grandi consulenze professionali investendo su un forte know-how per realizzare questo software denominato M.E.S. In quanto all’impianto, è assolutamente nuovo, tranne una confezionatrice che viene dallo stabilimento di Verona. Con il nuovo polo la capacità produttiva aumenta per ora del 30%. La zona stoccaggio è costituita da un sistema ad alveare progressivamente ampliabile. Attualmente le celle contengono 400 chili di caffè crudo. Mentre sono 150mila i chili di caffè confezionati quotidianamente su tre turni lavorativi. I dipendenti sono 120, i nostri agenti oltre 100, selezionatissimi.

D. Mentre per il rito domestico ogni consumatore acquista il caffè che preferisce, al bar e al ristorante è invece molto spesso l’esercente che fa “passare” la propria scelta. Ma c’è un modo per impostare una politica del marchio anche per il canale ho.re.ca. (hotel, restaurant, cafè)?
R.
E’ quel che stiamo cercando di fare facendo formazione e informazione nei confronti del canale distributivo, che tra l’altro stiamo cercando di allargare. In questo, devo dire, ci aiutano le stesse nuove acquisizioni. Attualmente il Gruppo Pellini vede il 50 per cento del proprio fatturato generato dal commercio organizzato, il 40 per cento riguarda il settore dell’ho.re.ca. e il rimanente l’estero. Ma abbiamo addestrato il management affinché sia in grado di affrontare una rete distributiva complessa, con figure specializzate per ciascun canale. Insomma, le persone giuste al posto giusto.

D. Nella nuova Pellini Caffè si fa dunque scuola?
R.
Nella nuova sede sono state adibite delle specifiche aule per la formazione. Si tratta di fare informazione sulle caratteristiche dell’azienda, sulle peculiarità dei suoi prodotti ma anche sulle modalità di preparazione del caffè. Noi forniamo le macchine da caffè e tazze adeguate che riteniamo siano importanti per la preparazione dei nostri prodotti ma richiediamo ai baristi una certa manualità. Tutto questo mix assicura il miglior caffè. Nel contempo garantiamo la tracciabilità del prodotto e l’accurata selezione delle materie prime.

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