Dal Mondo Economico
A cura di Giovanni Centola
Olio
Il
settore dell’olio è fortemente condizionato da due
fattori: la quantità di materia prima prodotta e i prezzi.
Occorre ricordare che la stagione dell’olio, proprio in considerazione
dei tempi di lavorazione delle olive (inizio autunno), tende a essere
sfasata rispetto all’anno di calendario. Ciò premesso,
per i produttori italiani il 2004 è stato un anno con luci
e ombre.
L’olio importato è cresciuto percentualmente e in valori
assoluti più di quello esportato (elaborazioni Assitol su
fonte Istat), e, secondo Information Resources, nell’anno mobile
fino a ottobre il mercato interno è lievitato più del
2% in quantità e più del 7% in valori al consumo. I
prezzi sono nel contempo cresciuti del 5%, e questo
a dispetto del fatto che mediamente nelle grandi superfici (esclusi
i discount) gli oli siano stati venduti per quasi il 55% in promozione.
22 tonnellate
Olio esportato per la prima volta in Corea del Nord
- tra 11.2004 e 07.2005 -
“Si tratta di una pressione verso il basso dei listini”,
commenta Sabino Gravina, vice-presidente di Information Resources, “che è di
gran lunga la più grande di tutto l’alimentare. A perseguirla
sono gli stessi produttori, ma soprattutto le insegne distributive,
per le quali l’olio è il principale prodotto-civetta
sugli scaffali”.
Che la raccolta di materia prima italiana sia
recentemente migliorata è suggerito
dalla performance commerciale con l’estero.
Dal novembre
2004 allo scorso luglio, il totale dell’olio importato è infatti
diminuito del 21%, a fronte del +16% dell’export.
40%
Quota dell'export italiano
nella UE
- da 11.2004 a 07.2005 -
In quanto al consumo interno, nell’anno terminante a ottobre, si è registrato un calo dell’1,6% a volume e dello 0,5% a valore (+1,2% i prezzi). Bisogna comunque dire che buona parte dei segni meno è attribuibile all’ultimo bimestre di settembre-ottobre, un bimestre nel quale i prezzi (soprattutto dell’extravergine nel canale moderno) hanno segnato quasi un +3% sull’anno precedente, anche per effetto di una riduzione delle promozioni (scese al 50% delle vendite).
68%
Import italiano ( in volumi)
da paesi Ue
- da 11.2004 a 07.2005 -
Quanto il fenomeno sia destinato a durare non è dato sapere. Ma i segnali sono positivi. Perché è vero, come dice Gravina, che anche le insegne sono forse oggi meno pronte ad assorbire i costi promozionali; tuttavia, come assicura Assitol, l’autunno 2005 delle olive italiane è stato senz’altro buono. La maggiore quantità di olio immessa nel mercato dovrebbe quindi calmierare i prezzi e accrescere le prossime vendite.


