Dal Mondo Economico

 

In collaborazione con Espansione
A cura di Giovanni Centola

Olio

Olio da 0 (2004) a +1 (2005-2006)

Il settore dell’olio è fortemente condizionato da due fattori: la quantità di materia prima prodotta e i prezzi. Occorre ricordare che la stagione dell’olio, proprio in considerazione dei tempi di lavorazione delle olive (inizio autunno), tende a essere sfasata rispetto all’anno di calendario. Ciò premesso, per i produttori italiani il 2004 è stato un anno con luci e ombre.
L’olio importato è cresciuto percentualmente e in valori assoluti più di quello esportato (elaborazioni Assitol su fonte Istat), e, secondo Information Resources, nell’anno mobile fino a ottobre il mercato interno è lievitato più del 2% in quantità e più del 7% in valori al consumo. I prezzi sono nel contempo cresciuti del 5%, e questo a dispetto del fatto che mediamente nelle grandi superfici (esclusi i discount) gli oli siano stati venduti per quasi il 55% in promozione.

22 tonnellate

Olio esportato per la prima volta in Corea del Nord
- tra 11.2004 e 07.2005 -

“Si tratta di una pressione verso il basso dei listini”, commenta Sabino Gravina, vice-presidente di Information Resources, “che è di gran lunga la più grande di tutto l’alimentare. A perseguirla sono gli stessi produttori, ma soprattutto le insegne distributive, per le quali l’olio è il principale prodotto-civetta sugli scaffali”.
Che la raccolta di materia prima italiana sia recentemente migliorata è suggerito dalla performance commerciale con l’estero.
Dal novembre 2004 allo scorso luglio, il totale dell’olio importato è infatti diminuito del 21%, a fronte del +16% dell’export.

40%

Quota dell'export italiano
nella UE
- da 11.2004 a 07.2005 -

In quanto al consumo interno, nell’anno terminante a ottobre, si è registrato un calo dell’1,6% a volume e dello 0,5% a valore (+1,2% i prezzi). Bisogna comunque dire che buona parte dei segni meno è attribuibile all’ultimo bimestre di settembre-ottobre, un bimestre nel quale i prezzi (soprattutto dell’extravergine nel canale moderno) hanno segnato quasi un +3% sull’anno precedente, anche per effetto di una riduzione delle promozioni (scese al 50% delle vendite).

68%

Import italiano ( in volumi)
da paesi Ue
- da 11.2004 a 07.2005 -

Quanto il fenomeno sia destinato a durare non è dato sapere. Ma i segnali sono positivi. Perché è vero, come dice Gravina, che anche le insegne sono forse oggi meno pronte ad assorbire i costi promozionali; tuttavia, come assicura Assitol, l’autunno 2005 delle olive italiane è stato senz’altro buono. La maggiore quantità di olio immessa nel mercato dovrebbe quindi calmierare i prezzi e accrescere le prossime vendite.


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