Dal Mondo Economico
A cura di Giovanni Centola
Occhialeria
840 mio €
Avanzo Commerciale
primi 8 mesi 2004
Cresce
meno dell’inflazione ma continua a crescere, l’occhialeria
italiana, che è per circa l’80% destinata all’export.
Dai 1.836 milioni di fatturato del 2001 si è infatti passati ai
1.859 del 2002, ai 1.871 del 2003, ai 1.176 del solo export relativo
ai primi 9 mesi del 2004(+1,3%). Mesi
nei quali, in realtà, secondo elaborazioni Anfao su
dati Istat a sostenere la buona performance generale è stato il
segmento degli occhiali da sole (+5,4%) che ha rimediato ai risultati
poco brillanti delle montature e delle lenti oftalmiche. In entrambi
questi ultimi segmenti sono invece cresciute le importazioni,
che se a livello complessivo con 336 milioni di euro hanno segnato un +6,5%,
nelle montature hanno realizzato un +13,3%.
50 %
produzione occhiale italiano realizzato nel distretto industriale di Belluno e del Cadore
In termini sempre di scambio commerciale, gli Stati Uniti si confermano ancora di gran lunga il primo mercato dell’export (27,8% del totale), ma a crescere di più sono invece i flussi verso Paesi quali la Francia, la Grecia, l’Australia e la Svizzera. Nell’area asiatica (che cumula il 12% del nostro export), invece, a esclusione di Hong-Kong fino a oggi non è stato ancora instaurato un trend di crescita rilevante dell’export, e questo nonostante molti Paesi, primo fra tutti la Cina, abbiano crescenti fette di consumatori a reddito appetibile per le nostre aziende.
Da questo punto di vista, per aprire una vetrina importante sul mercato cinese per le aziende italiane del settore, l’Anfao, dopo le analoghe e consolidate esperienze a Parigi, New York e Mosca, a fine febbraio ha realizzato in collaborazione con l’Ice, una sfilata di occhiali del made in Italy anche a Shanghai.
Per il 2005 Anfao non ha ancora espresso stime di fatturato per il settore. Considerato comunque il peso dell’export, e in particolare quello verso gli Stati Uniti, l’andamento dell’euro rimane al momento una grande incognita, soprattutto per le aziende medio-piccole che tendono a soffrire molto di più degli sbalzi di competitività italiani.


