Dal Mondo Economico
A cura di Giovanni Centola
Moto
5 mld €
IL GIRO DI AFFARI ANNUO DEL SISTEMA MOTO ITALIANO
La
stabilità sullo zero delle lancette non tragga in inganno: il
settore moto, con 5 miliardi di valore alla produzione, resta
di gran lunga il maggiore a livello europeo.
Da una parte, nel
2004 hanno continuato a perdere produzione italiana e vendite di ciclomotori,
addirittura con contrazioni molto vistose. Dall’altra, tuttavia,
in Italia ha performato senz’altro
bene il comparto dell’immatricolato, dove, a fronte della staticità delle
immatricolazioni di scooter (-1,3% in unità), le moto vere
e proprie hanno realizzato un +12,7%. Insieme, le 422mila
messe in strada del 2004 rappresentano il dato più alto dall’anno
boom del 2000 (525mila immatricolazioni grazie ai forti incentivi). E
la produzione italiana,
che considera anche quella della filiale Honda sul territorio, ha nel
contempo segnato un +8,5%.
E’ un’evidenza poi che nel conto complessivo delle unità in sell-in i ciclomotori abbiano perso ben più di quanto non abbiano guadagnato le dueruote immatricolate; bisogna però considerare che in termini di valore le due opposte tendenze, spostando verso l’alto il mix dei prodotti, potrebbero ribaltare il saldo. Sul fatto che si tratti in gran parte di un travaso di domanda dall’uno all’altro comporto, sembrano esservi pochi dubbi. Spiega al riguardo Claudio De Viti, il responsabile in Ancma del settore moto: “Targhino, patentino, assicurazioni (molto rincarate), casco, revisioni: in Italia dal punto di vista dei costi, degli obblighi amministrativi e della conduzione, oramai, tutti i tradizionali vantaggi del possedere il cosiddetto cinquantino, rispetto a uno scooter o a una moto, sono venuti meno. L’unico elemento a favore riguarda l’età dei conduttori e non è un caso che oggi il 60-70% delle vendite di cicolomotori si rivolga a minorenni”.
1,5 mld €
Export italiano di settore nel 2004
1,34 mld €
l'import
Da segnalare che in Italia tutto il settore beneficia periodicamente
di incentivi pubblici, alcune volte a carattere locale. Da una parte
quindi i volumi ne beneficiano, ma in parallelo i produttori non sono
spesso in grado di far accettare al mercato incrementi di listino.
Dal
punto di vista del made in Italy, se i ciclomotori dal 2004 hanno perso
quota (e lo hanno fatto vistosamente in Italia), gli scooter e le moto
si sono invece difesi bene. Questi ultimi, l’anno scorso,
hanno contribuito a rafforzare l’export in volumi, i più elevati
degli ultimi tre anni, e hanno consolidato la quota nel mercato di casa
(47%). Un mercato, va detto, nel quale la concorrenza dall’estero è tradizionalmente
presente quasi solo nel segmento delle moto – gli scooter restano
una “specialità” italiana - e in massima parte ad
opera dei produttori giapponesi, che si assicurano circa i due terzi
delle relative immatricolazioni.
Ma le moto sono l’unica rilevante eccezione. Perché, a livello complessivo di settore, l’Italia si conferma un’esportatrice netta. Se si considerano infatti anche i motori e gli altri prodotti intermedi, l’anno scorso l’export italiano è stato pari a 1,55 miliardi, contro gli 1,34 dell’import. A desumere dai dati delle immatricolazioni e del sell-in relativi ai primi 4 mesi, il 2005 non è iniziato bene. Le vendite si sono contratte in misura apprezzabile, anche se va precisato che il primo quadrimestre è il meno significativo dell’anno. Ed è sulla base di questa come di altre considerazioni - nuovi incentivi, indagini Doxa sulle intenzioni d’acquisto, effetto di trascinamento dei campioni del motociclismo, superamento delle crisi aziendali italiane - che Ancma prevede per l’anno in corso e la prima parte del 2006 una sostanziale tenuta del settore, sia a livello di mercato interno che di giro d’affari del made in Italy.
Produzione Italiana (migliaia di
unità)
Import e export – volumi totali
(migliaia di unità)
Immatricolazioni moto e scooter
Sell-in ciclomotori



