Dal Mondo Economico
A cura di Giovanni Centola
Cosmetica
Revisione al rialzo dei
dati della cosmetica italiana, il cui valore alla produzione è stato
nel 2004 di 7,4 miliardi
di euro (+3,8%). Come già indicato nelle elaborazioni
preconsuntive di Unipro, a “tirare” il risultato è stata
l’importante voce delle esportazioni (+8,8%), mentre
nel mercato domestico se il segmento consumer (con un +2,5%) è lievitato
di più dell’incremento dei prezzi, quello professional
ha invece un po’ deluso (-1,6%). Nel frattempo le importazioni hanno
registrato un’evoluzione contenuta (+0,7%).
146 €
La spesa annua pro-capite in Italia
149 € media europea
Commenta il presidente di Unipro Fabio Franchina: “Il settore continua a capitalizzare sulla riscoperta dei valori della bellezza e del benessere, un trend al quale il post 11 settembre ha dato un ulteriore impulso. Certo, l’economia non brilla, e nel nostro caso assistiamo se mai a una gestione attenta degli stock casalinghi. In altre parole, oggi più di ieri, i consumatori non passano all’acquisto prima di aver quasi del tutto finito i prodotti di cui già dispongono”.
Nel quadro generale del mercato italiano è significativa la dinamica delle vendite nei due canali alto di gamma, che sono le erboristerie (+6%) e le farmacie (+8,6%), queste ultime oramai pari al 20% dei consumi a valore. Ed è quindi anche grazie al migliorato mix distributivo - al di là del recupero delle efficienze industriali - che nel 2004 le aziende sono riuscite a difendere i margini, messi sotto pressione, come rileva Franchina, da “aumenti dei prezzi medi del prodotto finito (+1,8-2%) senz’altro inferiori a quelli dei semi-lavorati e delle materie prime”. Sul fronte idealmente opposto va in più segnalata la buona performance del terzismo (+5,5%, fino a 800 milioni di euro), che almeno per la metà dell’output prende la strada dell’estero.
+17,7%
Incremento export
1° trimestre 2005
Vs
1° trimestre 2004
Tra stime ufficiali e speranze abbastanza ben fondate il 2005 della cosmetica tricolore potrebbe essere ancora migliore. Unipro pronostica per le vendite in Italia incrementi più o meno simili a quelli dell’anno scorso, seppure con lieve convergenza tra segmento consumer (+2%) e canali professionali (+0,5%). Soprattutto, però, saranno ancora una volta le esportazioni a dare carburante ai numeri. Le stime prudenti parlano in tal senso di un +3,5%, ma è un fatto che il primo trimestre si è chiuso con un +17,7%. “Abbiamo beneficiato di molte transazioni intracompany e del dollaro in rialzo”, introduce una nota di cautela Franchina, “tuttavia benché in fase di rallentamento, grazie soprattutto alla domanda statunitense e a quella del Far-East, il trend resta favorevole. Anche perché per fine anno prevediamo un cambio euro-dollaro a 1,17”.


