Dal Mondo Economico
A cura di Giovanni Centola
Carni suine e salumi
Per il settore delle carni suine, rappresentato fondamentalmente dai salumi, il 2004 si è chiuso con un giro d'affari di 7,6 miliardi di euro, registrando così una crescita moderata, a fronte della completa stasi del 2003. Dopo un biennio ad andamento piatto, anche le esportazioni l'anno scorso hanno segnato un +8,9%. E in generale sul fronte dei prezzi alla produzione, dopo la lieve contrazione del 2003, si è registrato un incremento medio dell'1,2%, riflettendo in particolare gli accresciuti costi della materia prima.
+7,8 %
Incremento a valore
dell'export
(primo semestre 2005)
Per l'anno in corso e per il 2006, le previsioni sono comunque positive.
Le ragioni per ben sperare
vengono ancora dall'export, che nel
primo semestre è cresciuto
a valore del 7,8% (+8,2%
in volumi), mentre le importazioni - che sono quasi solo di materie prime
animali - sono calate
dello 0,7%. Ma soprattutto, in prospettiva, l'export dovrebbe segnare
ulteriori tangibili
progressi, se si considera che solo il 20% è destinato ai mercati
extra-Ue, e che quest'anno
diversi importanti Paesi hanno eliminato o stanno per eliminare le barriere
- totali o parziali, e per
lo più fondate su pretesti igienici - all'importazione di salumeria
made in Italy. Tra questi Paesi,
meritano di essere citati il Messico, l'Australia e la Nuova Zelanda,
la Corea del Sud e persino la
Cina.
In Italia le vendite dovrebbero mantenersi abbastanza
stabili, per
effetto di consumi
ancora stazionari. Qualche segnale positivo c'è: da una parte
i prezzi continuano, seppure
moderatamente, a lievitare; e dall'altra, come fa notare Assica (Associazione
Industriali delle
Carni), tendono a essere più richieste non solo le categorie
a maggiore valore aggiunto (per
esempio i crudi), ma in generale anche le produzioni di fascia alta,
a cominciare da quelle
tutelate (Dop e Igp). Se tali trend fossero confermati (e risultassero
significativi), ne
guadagnerebbe senz'altro la marginalità di settore.



