Dal Mondo Economico

 

In collaborazione con Espansione
A cura di Giovanni Centola

Accessori moda e persona

BAROMETRO ARREDAMENTO

Secondo Fiamp, la Federazione italiana accessorio moda e persona - costituita nel 2004 riunendo i settori della pelletteria, delle calzature, degli occhiali e dei gioielli e con focus sull’export -, tra il 2004 e il 2005 il vento non è cambiato: per il made in Italy il bilancio complessivo è in pareggio.
Nel 2004, il totale dei valori fatturati all’esportazione, ha segnato un pareggio pieno, dopo contrazioni, anche sensibili, negli esercizi precedenti. Si poteva forse sperare in un rimbalzo, anche considerato che nel frattempo il totale dell’export italiano è cresciuto del +6,1%. Tuttavia, a interpretare gli umori dei rappresentanti dei settori coinvolti, essere riusciti ad arrestare le continue flessioni delle vendite è stato per più versi un risultato accettabile.

5,5 %

Incidenza settori Fiamp sul totale dell'export italiano

Nel dettaglio delle macro-merceologie, la performance è stata più che soddisfacente per la pelletteria, stazionaria per l’occhialeria e i gioielli, e senz’altro negativa per l’importante segmento delle calzature.
Le rielaborazioni dei dati Istat relative al I° quadrimestre del 2005 (+3,4%) suggeriscono una dinamica che depone a favore di un anno ben impostato. Il macro-comparto degli accessori ha infatti messo a segno rialzi a due cifre, con la rilevante eccezione delle calzature, ancora più in difficoltà rispetto all’anno scorso. Ancora però, gli addetti ai lavori non danno prova di ottimismo, e preferiscono rimanere in attesa.
Non manifesta ovviamente alcun ottimismo Rossano Soldini, presidente dei calzaturieri (Anci), che per il suo settore segnala le diverse migliaia di posti di lavoro già persi, i margini in contrazione e i “cattivi” pagamenti, tutte ragioni per le quali le previsioni per l’intero 2005 dovrebbero risultare ancora più negative di quanto non sia stato il solo I° trimestre. Anche i rappresentanti dei pellettieri, degli orefici e dei produttori di occhiali segnalano i margini in contrazione e la perplessità sulla tenuta degli incrementi dei fatturati per tutto l’anno. A ciò si aggiunga un tendenziale divaricarsi tra le performance delle grandi aziende, ben attrezzate ad affrontare la concorrenza, e quelle di minori dimensioni, più vulnerabili.
Aziende minori che si trovano di fronte alla minaccia dei produttori dei Paesi emergenti e soprattutto della Cina.

25%

Quota prodotto cinese nelle importazioni in Italia

Basti dire che, salvo che in Francia, i prodotti cinesi, con incrementi superiori al 20%, sono da quest’anno i primi nelle importazioni di tutti i maggiori Paesi europei (in Italia l’import cinese vale ormai un quarto del totale). Ed è quindi nei confronti dei produttori cinesi, e nella denuncia di una loro concorrenza giudicata sleale, che le 4 associazioni convergenti in Fiamp (Anci, Aimpes, Anfao e Federorafi) trovano un solido terreno di intesa.
La questione delle liberalizzazioni all’import extra-Ue è in buona parte politica e, nella stessa Europa, si assiste a interessi contrapposti. Osserva Alessandro Biffi, presidente sia di Fiamp sia di Federorafi: “Le lobby del nord-Europa, delle multinazionali e dei colossi della distribuzione cercano di terrorizzare i consumatori annunciando che non potranno più garantire la competitività dei prezzi o che i magazzini avranno gli scaffali vuoti. Si tratta di annunci che hanno avuto una grande eco sui media, sui burocrati Ue, su diversi commentatori, economisti, politici ma, fortunatamente, meno sui consumatori. Anche perché si tratta di un falso allarme, visto che il prodotto asiatico continua ad arrivare, tra l’altro con enormi profitti per chi lo importa”.

Esportazioni (mio euro)
grafico esportazioni

Principali Paesi dell'export ( % a valore 2004),
grafico ripartizione

 

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