Sicurezza stradale-rischi alla guida

Sicurezza stradale: sanzioni e controlli più severi

Provvedimento Minniti: tolleranza zero per i comportamenti pericolosi alla guida, più controlli e maggiore coordinamento degli organi di Polizia.

 

A fronte di un numero in riduzione di infrazioni e incidenti, crescono le vittime della strada, spesso a causa delle cattive abitudini degli automobilisti. La direttiva emanata lo scorso 21 luglio dal Ministro dell’Interno Marco Minniti punta su controlli rinforzati e sul coordinamento da parte delle Prefetture. Intanto, per le nostre strade, continuano a circolare veicoli sprovvisti della polizza RC auto.

Il provvedimento del Ministero dell’Interno si inserisce nell'impegno, preso da tutti i Paesi dell’Unione Europea, di dimezzare entro il 2020 gli incidenti mortali rispetto al dato del 2010.

Lo smartphone si rivela un rischio alla guida

Più di 800 morti sulle strade, solo dall'inizio di quest’anno: è il dato peggiore dal 2001. Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero lancia l’allarme: i morti sulla strada sono aumentati del 2,9% rispetto allo scorso anno, che diventa 7,4%  se consideriamo i primi sei mesi dell’anno. Solo nel mese di giugno, il numero delle vittime è passato dai 695 del 2016 a 727.

E questo nonostante, rispetto al 2016, gli incidenti (39.049 al 16 luglio 2017) siano calati del 3,5% e le infrazioni, soprattutto grazie al calo delle multe per eccesso di velocità, siano diminuite del 10,5%.

Dov’è allora il problema?

I dati parlano chiaro. Aumentano del 15,1% le sanzioni dovute all’uso del cellulare, oltre 3.000 in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Distogliere gli occhi dalla strada per controllare social e messaggi sullo smartphone è tra le pratiche che più hanno influito sull'incremento di incidenti mortali nei primi mesi del 2017.

Sanzioni più severe e coordinamento degli organi di Polizia

La direttiva, sotto forma di circolare del servizio Polizia stradale (tutte le circolari sono disponibili sul Portale della Sicurezza Stradale) , protocollata col numero 300/A/5620/17/144/5/20/3, tenta di scoraggiare i comportamenti pericolosi, causa del maggior numero di incidenti. Vengono inasprite le sanzioni per l’utilizzo del telefono, per guida in stato d’ebrezza, per assunzione di stupefacenti, per il mancato uso dell'auricolare, delle cinture e del casco. Si aggiunge un invito all'attenzione rivolto agli agenti normalmente non adibiti a controlli stradali, soprattutto per l’uso del telefono alla guida, per il quale ci sono ancora problemi normativi. Infatti, l'articolo 173 del Codice della strada proibisce di tenere le mani su “apparecchi radiotelefonici” ma, essendo stato scritto nel 1992, non prende in considerazione gli ormai diffusi sistemi multimediali dei veicoli moderni.

Strumenti di controllo della velocità

La circolare riclassifica i sistemi di rilevamento della velocità in tre grandi categorie: fissi (Tutor, Vergilius), temporanei (autovelox) e mobili (apparecchiatura utilizzata da un veicolo in movimento). Viene poi ridefinito il loro posizionamento e la distanza delle segnalazioni obbligatorie. Prevista anche la possibilità di effettuare riprese frontali da remoto purché si proceda all'oscuramento automatico dell'abitacolo, a tutela della privacy.

La riduzione a favore del trasgressore del valore di velocità rilevato è del 5%. Eventuali decimali non potranno essere ulteriormente arrotondati, né sarà possibile tener conto di percentuali di riduzione collegate all'incertezza della misura dello strumento “che sono già comprese nella percentuale citata", come precisa la direttiva.

Gli strumenti saranno tarati e controllati nel loro funzionamento ogni anno e sarà compito dei prefetti monitorare che la loro collocazione sia motivata da esigenze di sicurezza stradale e non di arricchimento delle amministrazioni locali, come era stato già denunciato dall'Aci, Automobile Club d’Italia, riguardo alcuni casi in Italia.

Ancora troppi veicoli sprovvisti di assicurazione: un rischio per la collettività

Purtroppo, rimane ancora insufficiente il controllo delle polizze RC Auto.

ANIA ha attestato che nel 2016 erano 2,9 milioni i veicoli circolanti senza una polizza assicurativa: il 6,7% del totale. La media nel Sud del Paese è persino aumentata dall'anno precedente, raggiungendo il 10,7% del totale.

L’evasione assicurativa potrebbe essere messa a freno dal controllo a distanza delle targhe utilizzando proprio gli strumenti di controllo ridefiniti dalla direttiva Minniti. E’ necessario però che gli stessi siano omologati così come aveva definito la legge di Bilancio di due anni fa.

Vale la pena utilizzare la tecnologia a nostra disposizione, non solo per la sicurezza delle nostre strade: l’evasione della copertura assicurativa,  gravando sul Fondo vittime della strada, può comportare un rincaro del costo delle polizze. Secondo quanto dichiarato da Umberto Guidoni, responsabile del reparto auto dell’ANIA:

“Il Fondo vittime della strada ogni anno paga oltre 400 milioni di euro per risarcire vittime di incidenti con soggetti non assicurati. Quindi già questo dà la dimensione, senza considerare poi i danni derivanti dal fatto che questo potrebbe andare a determinare un incremento della percentuale sul premio, necessaria per andare a coprire il Fondo che chiaramente va in sofferenza”.

 

 

scatola nera

Sconti certi per chi installa la scatola nera

Sconti garantiti sull’assicurazione auto a chi installa la scatola nera. La commissione Industria del Senato ha approvato ieri il disegno di legge sulla Concorrenza, il DDL che contiene fra gli altri anche emendamenti su taxi, il servizo Uber, le farmacie e l’energia e che tornerà in Senato a settembre per poi essere approvato definitivamente dalla Camera.

Gli emendamenti prevedono che le compagnie assicurative applichino sconti obbligatori sulla polizza Rc auto agli automobilisti che installano la scatola nera (i costi di installazione devono essere a carico delle compagnie) e sconti ulteriori a chi non abbia provocato incidenti con responsabilità esclusiva, principale o paritaria negli ultimi 4 anni, sempre che abitino nelle province in cui avvengono più sinistri,  che tradizionalmente pagano premi più elevati.

Si ipotizza che lo sconto possa arrivare al 15/20% del costo medio della polizza, soprattutto nelle province del centro sud nelle quali la copertura assicurativa ha prezzi più elevati che nel resto d’Italia e la scatola nera, in province come Napoli e Caserta, è già utilizzata dal 40% degli automobilisti.

Sarà l’Ivass, l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni, a dover stabilire un regolamento per fissare modalità e criteri a cui le compagnie dovranno attenersi.
Lo stesso Istituto avrà inoltre il compito di monitorare le offerte commerciali delle assicurazioni e valutare eventuali segnalazioni da parte delle associazioni dei consumatori.

E’ probabile che vengano apportate ulteriori modifiche a quanto proposto fin d’ora, considerando a che il parere negativo dell’Ania, l’associazione delle Aziende assicurative, che sostiene che le nuove norme sugli sconti contraddicono il principio della concorrenza e scompenserebbero l’attuale equilibrio del sistema RC, redistribuendo i costi tra gli assicurati a danno dei più virtuosi.

Black Box

Black Box, in Italia sono oltre 4,5 milioni

Spetta all’Italia il primato europeo delle black box installate abbinate a polizze RC auto. Sono infatti oltre 4,5 milioni i dispositivi in uso, e, secondo stime della società di consulenza Mbs Consulting,  potrebbero arrivare a 9 milioni nel 2020, per un giro d’affari di quasi 300 milioni.

Il costo delle scatole nere è attualmente in diminuzione, anche grazie all’immissione sul mercato di prodotti autoinstallanti, ed è ormai ricorrente il dibattito politico relativo alla possibilità di renderne o meno obbligatorio l’utilizzo.

L’interesse sulle black box è quindi molto alto, come dimostrano anche gli investimenti che società automobilistiche e di telecomunicazioni stanno attuando per sviluppare nuove tecnologie che consentano di monitorare i comportamenti alla guida e determinare in modo preciso la dinamica di eventuali sinistri. Il tutto per arrivare a poter offrire agli utenti polizze con premi calibrati sugli effettivi comportamenti dei guidatori e sulla loro propensione al rischio.

Ma le black box possono essere sfruttate anche per fornire altri servizi, e in questo senso l’aspettativa dei consumatori nei confronti delle compagnie di assicurazione è molto elevata.

Una recente ricerca di Eumetra Monterosa ha infatti rilevato come l’immagine delle compagnie assicurative sia migliorata in termini di fiducia agli occhi degli intervistati, che riconoscono alle assicurazioni un’offerta di servizi strategica così da essere identificate come un interlocutore di riferimento sia per le famiglie, sia per le aziende. Il 34% degli intervistati sostiene infatti che le compagnie supportino la ripresa, l’innovazione e l’economia.

E dalle scatole nere ci si attende una forte spinta innovativa, così da fornire un servizio utile non solo alle compagnie che registrano i dati, ma anche agli automobilisti nella vita quotidiana: oggi sono sfruttate per richiedere assistenza in caso di emergenza e si viene localizzati immediatamente, domani magari sarebbe funzionale che questi dispositivi fornissero ad esempio informazioni sul traffico o sul meteo, così da non congestionare le strade.

Incidente stradale

In arrivo la Banca dati dei sinistri

Come previsto dal Codice delle Assicurazioni Private (art. 135 del d.lgs. 209/2005), è in arrivo la banca dati relativa a testimoni e danneggiati in incidenti stradali che hanno fatto richiesta di un risarcimento.

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 134 del 10 giugno scorso, il regolamento adottato dall’IVASS illustra come vengono utilizzati i dati relativi ai sinistri, che uso si fa dell’anagrafica sia dei testimoni, sia dei danneggiati, sia dei professionisti incaricati di seguire il sinistro, così come delle carrozzerie o officine di riparazione.

Verranno raccolti anche tutti gli elementi utili ai fini della valutazione del danno, dai dati clinici fino alle somme pagate e i nomi di chi le ha incassate. Strettissimi i tempi per la raccolta di tutte queste informazioni, circa 7.
Obbligo delle compagnie mantenere elevati livelli di sicurezza e privacy per evitare che i dati vengano dispersi o rubati.

L’obiettivo è combattere il fenomeno delle frodi, raccogliendo le generalità di coloro che vengono coinvolti per individuare i soliti furbetti.

I dati verranno raccolti e conservati fino a 5 anni, verranno poi incrociati con la banca dati delle compagnie, per prevenire eventuali frodi assicurative.

Scatola nera

RC auto, la scatola nera sarà obbligatoria?

Sconti sui premi assicurativi al vaglio del Senato

La commissione Industria del Senato sta valutando una proposta inserita nel disegno di legge Concorrenza relativo alla scatola nera sulle auto.

Le ormai famose black box registrano ogni movimento del mezzo e quindi, in caso di incidente, è possibile valutare le responsabilità (e di conseguenza stabilire chi deve pagare i danni).  

L’obbligo di installare le scatole nere, oggi facoltative, su ogni mezzo potrebbe davvero essere una novità rivoluzionaria in materia assicurativa,  perché le compagnie potrebbero definire nel dettaglio i profili di rischio dei guidatori e modulare le tariffe in base alle abitudini e agli stili di guida degli stessi. Ciò si tramuterebbe, per i guidatori più virtuosi, in sconti sul premio della RC auto.

Sono però da valutare tutti i costi connessi a questa operazione: gli sconti eventuali sul premio potrebbero infatti essere ben superiori ai costi di acquisto e installazione degli apparecchi. Si calcola infatti che i costi annui di gestione ammontano a circa 75 euro, come riportato anche da Assinews. Ecco perché questa iniziativa è già stata bocciata dal Codacons.

L'obbligo della scatola nera non è l'unica misura in materia di RC auto di cui si sta discutendo: potrebeb essere infatti inserita nel decreto una norma che preveda risparmi sull'assicurazione auto a fronte della revisione del veicolo (su indicazione delle compagnie) prima della stipula del contratto assicurativo.

Al vaglio anche sconti ulteriori per coloro che, pur vivendo in zone considerate ad alto rischio di sinistrosità, e dove quindi si pagano in media premi assicurativi più alti, non sono stati responsabili di sinistri stradali negli ultimi 4 anni.

 

Ania - scatola rosa per le donne

Ania, scatola rosa per le donne

In occasione della Festa Internazionale della donna, la Fondazione ANIA ha lanciato un’iniziativa dedicata esclusivamente al gentil sesso.

Alle prime 100 donne che si registrano sul sito, infatti, saranno offerte le Scatole Rosa, dispositivi satellitari di sicurezza collegati 24 ore su 24 alla centrale operativa che, in tempo reale, localizzano la posizione del veicolo per garantire assistenza stradale in caso di incidente o intervento in caso di necessità.

Per mettersi in contatto con la centrale e richiedere soccorso basta semplicemente premere un pulsante posizionato nella propria auto. Sarà la centrale operativa ad allertare le Forze dell’Ordine o l’assistenza meccanica fornendo le coordinate del mezzo.

L’iniziativa, ricorda Aldo Minucci, Presidente della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale, vuole dare evidenza al fatto che, nonostante siano diminuiti i morti dovuti agli incidenti stradali, nel 2014 si è incrementato del 3,6% il numero delle donne vittime della strada.

Google-compare

Rc auto, Google abbandona il suo comparatore

Chiude Google Compare, il sito lanciato da Google per confrontare le polizze Rc auto, i prodotti finanziari e le carte di credito.

Attivo da tre anni nel Regno Unito e solo da 1 negli Stati Uniti, non ha ottenuto il successo sperato, nonostante Google rimanga il punto di riferimento per la stragrande maggioranza degli utenti per qualsiasi tipo di ricerca.

Google, che incassava una fee per ogni polizza venduta, non faceva altro che intercettare le richieste degli utenti e inviarle agli assicuratori. Attraverso l’aggregatore si potevano confrontare le polizze per la RC auto di 19 compagnie.

Sembra comunque che, nonostante l’annuncio di imminente chiusura, Google non sia intenzionata a uscire completamente dal mercato delle polizze: per il futuro potrebbe tornare a proporre un nuovo prodotto assicurativo.

Omicidio stradale

L’omicidio stradale è legge

Dopo un lungo iter, è finalmente inserito nel Codice Penale il delitto di omicidio stradale (articolo 589-bis).

Verrà quindi punito con la reclusione fino a 18 anni il conducente che, a causa della propria condotta imprudente, sia la causa di un evento mortale.

Rimane invariata la pena già prevista oggi (da 2 a 7 anni) per chi causa la morte violando il codice della strada.

La sanzione, però, si inasprisce per chi guida in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcol emico oltre l’1,5 grammi per litro, o sotto l’effetto di droghe: si rischiano dagli 8 ai 12 anni di carcere.

Se il tasso alcolemico, invece, supera lo 0,8 g/l o si provoca l’incidente a seguito di condotte particolarmente pericolose come l’eccesso di velocità, la guida contromano, le infrazioni ai semafori, i sorpassi o le inversioni a rischio, si è puniti con la reclusione da 5 a 10 anni.
Se a perdere la vita sono più persone, il colpevole rischia fino a 18 anni.

Inasprite le pene anche per le lesioni stradali: se si guida ubriachi o drogati si rischiano dai 4 ai 7 anni per le lesioni gravissime, dai 3 a 5 per quelle gravi. Se il tasso alcolemico non supera lo 0,8 g/l o l’incidente è provocato da manovre pericolose, la pena è da 1 anni a 6 anni e 3 mesi per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per quelle gravissime.

Pesanti aggravanti sono previste per chi fugge dopo aver causato un incidente: la pena viene aumentata da un terzo a due terzi, e comunque non potrà essere inferiore a 5 anni di reclusione per omicidio e a 3 per aver procurato lesioni. Non solo: verranno puniti con sanzioni più pesanti anche coloro che si mettono alla guida senza patente o senza assicurazione.

La pena, invece, viene diminuita fino alla metà nei casi in cui la vittima abbia un concorso di colpa.

A tutti i condannati, o a coloro che patteggiano, sarà revocata la patente, che potrà essere riconseguita solo dopo 15 anni in caso di omicidio (30 per chi fugge) e 5 se si procurano lesioni.