Carrie Fisher

La polizza della Principessa Leila

Potrebbe essere la richiesta di risarcimento più alta mai chiesta nell’industria per un incidente personale. Secondo quanto riportato  da The Insurance Insider, la morte dell’attrice Carrie Fisher costerebbe ai Lloyds’, storica compagnia assicurativa britannica, ben 50 milioni di dollari.

La Disney, proprietaria della Lucasfilms e di tutti i prodotti a marchio Star Wars, aveva infatti sottoscritto con i Lloyds' una polizza assicurativa per l’attrice diventata celebre in tutto il mondo per il personaggio della principessa Leila.

L’assicurazione era stata sottoscritta contestualmente al contratto firmato dalla Fisher per tutelare la Disney qualora l’attrice, 60 anni e un passato non sempre facile caratterizzato da un disturbo bipolare dell’umore e dall’utilizzo di droghe, non fosse riuscita a portare a termine la lavorazione degli ultimi tre episodi della serie creata nel 1977 da George Lucas. La Disney riceverà quindi una somma consistente, a risarcimento della perdita della propria protagonista e della necessità di rivedere i progetti per i prossimi episodi. L'evento è piuttosto comune a Hollywood, così che le case di produzione siano tutelate qualora agli attori capiti qualcosa o si rifiutino di portare a termine i propri impegni.

Carrie Fisher, che era tornata nei panni dell'indimenticabile principessa Leila nel 2015 con "Il Risveglio della Forza", era riuscita completare le scene previste anche per l’Episodio VIII, che dovrebbe uscire negli Stati Uniti a fine 2017. Per l’Episodio IX, invece,  l’attrice dovrà essere sostituita o dovrà essere rivista la sceneggiatura, considerando che proprio la principessa Leila avrebbe dovuto avere una parte rilevante nella saga stellare.

 

Polizze vita

Polizze vita e l’ereditarietà

Colpo di scena, sarebbe il caso di dire. Perché una recente sentenza della Corte di Cassazione ha dato nuove regole alla ripartizione del capitale per il caso morte a favore dei beneficiari indicati nella polizza assicurativa quali eredi legittimi o testamentari.
Prima che si pronunciasse la Suprema Corte, le compagnie liquidavano il capitale per quote uguali: il termine eredi identificava all’interno del contratto assicurativo i soggetti beneficiari indicati dal contraente.

Ora la Corte ha stabilito, con la sentenza n.19240, che la ripartizione deve essere effettuata secondo le regole civilistiche in materia successoria, ovviamente esclusivamente nei casi in cui il contraente non espliciti indicazioni differenti.

Ne consegue che, nei casi in cui l’assicurato abbia scelto di designare quali beneficiari della polizza gli eredi legittimi, la prestazione assicurativa debba essere effettuata al decesso del contraente non in parti uguali ma seguendo le quote ereditarie fissate dal Codice Civile nei casi di successione legittima.

Ciò implicherebbe la conoscenza da parte delle compagnie assicurative dell’asse ereditario di tutti i propri assicurati: più semplice invece, per le assicurazioni o i broker assicurativi, ma anche per i consumatori, che si sensibilizzino i contraenti a designare i beneficiari indicando anche le quote da assegnare a ciascuno.