Export: la gestione integrata dei rischi e il rischio crediti commerciali

Export, forti segnali di ripresa

Corre l'export grazie soprattutto all'automotive. Da Lazio e Piemonte i risultati migliori. La gestione integrata dei rischi a tutela delle attività e dei crediti commerciali

 

La corsa del Made in Italy non si arresta. Nonostante l’euro forte, che per la fine del 2017 potrebbe assestarsi a quota 1,20 dollari, le imprese italiane crescono ad un ritmo superiore alle attese: +8%, in valore, nel primo semestre dell’anno a fronte di una ripresa globale degli scambi oltre il 4%.  Nel trimestre aprile-giugno, rispetto all’anno precedente, si è registrano un incremento pari allo 0.6%, mentre a giugno, con riferimento a maggio, c’è stato un calo dell’1%.

Questi i dati raccolti da Sace, società specializzata in prodotti assicurativi e finanziari per il credito all’esportazione, l’assicurazione del credito, protezione degli investimenti, garanzie finanziarie, cauzioni e factoring.

Ad essere cresciuto è in particolare l’export verso i Paesi extra UE (+9,1%), con scambi soprattutto verso la Cina (+28,4%), la Russia (+24,5%), il mercato comune dell’America meridionale costituito da Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela (+19%) e i paesi del Sud Est Asiatico (+17,8%).
Per quanto riguarda i Paesi UE, si registrano vendite buone in Polonia (+13,1%), Romania (+13,1%), Spagna (+11.9%) e Repubblica Ceca (+8,2%).

I settori

Prosegue l’exploit del comparto autoveicoli, che cresce a ritmi vicini al 20%. L’automotive è uno delle chiavi di mercato con gli Stati Uniti (il valore dell’export è pari al 9,9%), dove ci sono buoni scambi anche per i beni della meccanica strumentale e i prodotti chimico-farmaceutici. Quest’ultimo settore , insieme ad alimentari e bevande, traina anche il commercio verso l’India (10%) e il Giappone (11%).

I mercato asiatici, insieme alla Spagna e alla Russia, sono anche i principali destinatari dei prodotti alimentari.

Performance buone anche per le principali industrie:  beni di consumo (+6,8%, con una preponderanza dei beni non durevoli ), strumentali (+6,9%) e intermedi (+7,5%).
L’energia contribuisce all’exploit dell’export italiano grazie ad una crescita pari a circa il 47%. Buono anche l’andamento di settori quali la metallurgia (+7,8%), gli apparecchi elettrici (+6,5%) e la meccanica strumentale (+6,4%).

Le regioni italiane

Anche i dati Istat confermano la crescita dell’export, dando evidenza dell’andamento delle diverse regioni italiane.

Rispetto ai tre mesi precedenti, nel secondo trimestre la crescita si è registrata nelle regioni nord-occidentali (+2,6%) e per il centro (+1,8%), mentre l’attività si è contratta nel sud e nelle isole (-1,9%) e nelle regioni nord-orientali (-0,4%).

E’ il Lazio la regione più attiva (+15,5%), seguita da Piemonte (+11,3%): le buone performance sono riconducibili soprattutto alle vendite di auto. Seguono la Toscana (+8,8%) e Lombardia (+7,4%), che, in particolare, grazie agli articoli farmaceutici e chimico-medicinali, contribuisce all’export nazionale per 1,3 punti percentuali. Bene anche Emilia Romagna (+6,4%)  e Veneto (+6,1%), mentre  le performance peggiori si registrano in Molise (-39,8%) e Basilicata (-10,1%).

La crescita delle vendite di macchine e apparecchi per l’industria manifatturiera e agricola da Lombardia, Piemonte e Emilia Romagna, inoltre, ha impattato sulla dinamica nazionale per poco meno di 1 punto percentuale.

In generale, un impulso positivo all’export viene dato dalle vendite dalla Lombardia agli Stati Uniti, dal Piemonte in Cina e da Lazio e Lombardia verso la Germania. In flessione, invece, l’export dal Friuli Venezia Giulia verso gli Stati Uniti e dal Lazio in direzione Belgio.

Le province che si distinguono per l’attività più intensa sono Torino, Milano, Monza e Brianza, Frosinone, Cagliari e Siracusa, in calo invece l’export da Trieste e Latina.

La gestione integrata dei rischi

Nonostante la spiccata propensione all’export, molte imprese purtroppo prestano ancora troppo poca attenzione alla gestione dei rischi connessi a tale attività, trascurando di conseguenza l’aspetto assicurativo.

L’analisi dei rischi e la scelta delle coperture da sottoscrivere all’estero sono invece un tema rilevante e abbastanza complesso: differenze linguistiche, legislazioni locali, tariffe obbligatorie, monopolio di compagnie di Stato sono infatti peculiarità che possono creare inefficienze.

I programmi assicurativi internazionali sono finalizzati a gestire centralmente la molteplicità e la varietà dei rischi cui le imprese sono esposte localmente.

Nella realizzazione di tali programmi è fondamentale essere seguiti da un broker assicurativo che possa offrire una consulenza professionale sulla gestione integrata dei rischi d’impresa e che conosca il mercato assicurativo internazionale così da operare, nell’interesse del Cliente, le scelte migliori.

La Divisione Internazionale Assiteca opera per la Clientela italiana quale coordinatore centrale per tutti gli aspetti assicurativi esteri, con interazione fra la sede della casa madre italiana e le affiliate periferiche, intervenendo in loco quando necessario, anche grazie a una capillare rete di broker corrispondenti in tutto il mondo. La sua attività parte da una necessaria verifica e analisi dei rischi tipici dell’attività svolta all’estero.

Il rischio crediti commerciali

Per tutte le imprese che esportano, indipendentemente dalla loro presenza diretta all’estero, particolare attenzione va posta al rischio crediti commerciali.

Il successo di un’azienda che esporta passa infatti anche attraverso la sua capacità di gestire questo rischio, dal momento della selezione del potenziale cliente fino a quello dell’incasso, definendo le strategie e le scelte che la rendono capace di prevenire il verificarsi di mancati pagamenti.
Acquisire il maggior numero di informazioni possibili sui mercati e sulle aziende con cui si intende operare diventa fondamentale, ma le informazioni non sempre sono facilmente accessibili. Nasce quindi l’esigenza di identificare dei provider in grado di offrire un supporto adeguato a sostegno dell’attività export.

L’assicurazione crediti commerciali offre la soluzione a tutte queste esigenze: si tratta di un sistema integrato di servizi e coperture assicurative che affianca l’impresa nelle fasi di gestione del credito e protegge sia il cash flow attuale e futuro, sia gli utili.

Proteggersi dunque, per crescere in sicurezza: è necessario che le imprese italiane, anche le più piccole, comprendano che la partita dell’internazionalizzazione e della pianificazione strategica dell’export passa anche attraverso un valido sostegno come la protezione del credito commerciale.

Assiteca per AICE

Assiteca è al fianco di AICE, l’Associazione Italiana Commercio Estero, per supportare le aziende associate nelle loro attività di export.

Grazie all’elevata specializzazione, capacità innovativa e provata esperienza nel settore a livello internazionale,  Assiteca garantisce  agli associati che vorranno farne richiesta un'assistenza continua e personalizzata relativa a tutto il processo di gestione del credito attraverso un team dedicato che seguirà l'azienda in tutte le fasi, dalla scelta della polizza più completa, alla gestione della stessa.

 

Senato - legge Concorrenza

Legge sulla concorrenza: tutte le novità, dall’RC Auto al booking online, alle farmacie.

Confermato il tacito rinnovo per le polizze del ramo danni. Il divieto resta solo all'RC Auto e alle polizze accessorie.

Via libera definitivo al Ddl sulla concorrenza. Dopo due anni di modifiche e arresti, è stato approvato al Senato con una maggioranza di soli 146 voti contro 113 contrari. Rimane il tacito rinnovo delle polizze danni diverse dalla RC Auto, abolito solo per quelle accessorie come incendio, furto e kasko. Introdotti tagli ai risarcimenti e sconti per gli automobilisti virtuosi.

Polizze RC Auto: sconti e possibilità di risparmio

Tra le polemiche, è stato reintrodotto nel passaggio alla Camera dei Deputati il tacito rinnovo per le polizze del ramo danni, che era stato abolito nella precedente versione passata al Senato. Il 2 agosto, giorno dell’approvazione definitiva del Ddl, il senatore Massimo Mucchetti, presidente della Commissione Industria del Senato, si è astenuto al voto affermando che la legge sulla concorrenza si era trasformata su alcuni temi cruciali in «strumento per salvaguardare alcune grandi aziende». Una mancata occasione in termini di concorrenza e libero mercato che avrebbe stimolato una competizione sul prezzo e sul servizio offerti dalle compagnie assicurative.

Leggi il commento del giornalista Angelo De Mattia nell'articolo pubblicato su MF lo scorso 3 agosto.

Restano non rinnovabili tacitamente solo l’RC Auto e i relativi rischi accessori, la quale durata si allinea a quella dell'assicurazione obbligatoria.

Gli sconti sull’RC Auto sono rivisti nell'ultima lettura, secondo criteri che verranno messi a punto da Ivass, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. La legge obbliga a concedere riduzioni sul prezzo a coloro che accettano almeno una delle seguenti clausole, volte a diminuire il rischio di sinistri e a scongiurare frodi a danno dell’assicuratore:

  • sottoporre a ispezione il proprio veicolo prima di assicurarsi. La compagnia si prende carico delle spese di ispezione e scheda le condizioni del veicolo, così da evitare speculazioni;
  • inserire la scatola nera, dispositivo che registra le informazioni sulla dinamica degli incidenti e che ha poi valore probatorio, salvo prova di manomissione o malfunzionamento;
  • installare un sistema che inibisce l’accensione del motore nel caso riscontri nel guidatore un tasso alcolemico superiore ai limiti fissati dal Codice stradale.

Gli assicurati che si dotano di tali misure avranno, in caso di sinistro, incrementi del premio inferiori e variazioni alla classe di merito meno elevate rispetto a quelle altrimenti applicate.

Gli sconti saranno maggiorati per chi non provoca incidenti da almeno 4 anni e abita in aree geografiche ad alto tasso di sinistri, situate prevalentemente nell'Italia meridionale. La lista di classificazione per zone sarà aggiornata almeno ogni due anni da Ivass.

Nel caso di mancato sconto sono previste sanzioni amministrative per le assicurazioni da 5.000 euro a 40.000 euro.

Per contrastare le frodi nell’RC Auto compare poi una stretta sui testimoni che si aggiungono dopo la denuncia del sinistro. Il giudice riterrà ammissibili eventuali testimonianze successive solo se si dimostra che l’identificazione dei testimoni non era possibile al momento dell’incidente. Potranno essere giudicate inattendibili le testimonianze presentate da persone che, nell’arco degli ultimi cinque anni, hanno testimoniato in almeno tre incidenti.

Un'ulteriore modifica al Codice della strada prevede controlli automatici per individuare i veicoli che circolano sprovvisti di copertura.

Per quanto riguarda i risarcimenti, sono previsti tagli sul danno biologico: la legge conferma la giurisprudenza secondo cui il suo risarcimento "assorbe" il danno morale. I danni non patrimoniali saranno risarciti secondo una tabella unica nazionale, che verrà elaborata entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore del Ddl Concorrenza.

Polizze Cpi: finanziatori tenuti ad accettare quella reperita dal cliente

Se le polemiche riguardanti il tacito rinnovo hanno dominato la scena del dibattito pubblico, il Ddl concorrenza ha introdotto altre novità inerenti il settore assicurativo.

Il decreto prevede che le banche e gli intermediari finanziari che condizionano l'erogazione del mutuo o del credito al consumo alla stipula di un contratto di assicurazione sono obbligati ad accettare la polizza che il cliente presenterà, senza variare le condizioni.

Il testo poi specifica che nel caso in cui la polizza serva per ottenere il finanziamento, o per ottenerlo alle condizioni offerte, la copertura presentata dal cliente deve avere contenuti minimi corrispondenti a quelli chiesti del finanziatore.

Fondi pensione: anticipo per i disoccupati da almeno 24 mesi

La liquidazione anticipata della prestazione di previdenza integrativa potrà essere richiesta da coloro a cui mancano fino a cinque anni dal raggiungimento della pensione, dopo 24 mesi di disoccupazione e non più 48. L’anticipo del fondo pensionistico avviene sotto forma di rendita temporanea. Il trattamento fiscale delle somme prelevate dal fondo deposito sarà lo stesso del fondo TFR.

Energia: superato il regime di maggior tutela

L'Antitrust richiedeva di modificare il sistema di tariffe dell’energia elettrica e gas di cui beneficiano ancora 19 milioni di famiglie. Entro il primo luglio 2019 (in una prima stesura del testo il termine proposto era il primo gennaio) i consumatori dovranno scegliere a quale operatore affidarsi. Chi non lo farà, non godrà più di gare territoriali al ribasso, come previsto da una precedente versione del disegno di legge, e resterà al gestore che li serve oggi, ovvero Enel, intestatario dell’85% dei contratti.

Entro luglio 2019, inoltre, dovrebbe essere disponibile online un sito internet dove confrontare in maniera trasparente tutte le tariffe degli operatori, per scegliere l’offerta luce e gas più conveniente.

C’è un’importante novità anche per quanto riguarda le bollette: in presenza di conti dall’importo elevato causati da ritardi o interruzioni nella fatturazione imputabili ai fornitori di energia elettrica e gas, i clienti potranno chiedere di rateizzarle.

Telemarketing: norme a favore degli operatori commerciali

Gli operatori dei call center non avranno l’obbligo di dichiarare l'identità del soggetto per il quale avviene la chiamata, specificare la natura commerciale e proseguire la chiamata solo in presenza di assenso del destinatario.

Farmacie: conservato il monopolio dei medicinali di fascia C

La vendita dei farmaci di fascia C, che curano disturbi di lieve entità, come mal di denti o dolori muscolari, resta esclusiva delle farmacie. Le società di capitale potranno acquistare quote azionarie delle farmacie operative su base regionale, rispettando però il tetto del 20%.

Professionisti: più notai e obbligo di preventivo scritto

Approvato l’obbligo per avvocati e architetti di presentare al cliente un preventivo scritto. Il numero di notai salirà da uno ogni 7 mila a uno ogni 5 mila abitanti, comunque meno di quanto proposto dall’Antitrust. Salta l’ipotesi di costituzione semplificata di una Srl, mediante scrittura privata.

Albergatori: abolita la clausola “parity rate”

Gli alberghi potranno ora offrire ai clienti prezzi inferiori a quelli proposti sui portali online come Booking. E’ stata eliminata infatti la clausola con cui le piattaforme di prenotazione alberghiera lo impedivano.

Sisma Bonus - Prevenzione rischi

Sisma bonus per incentivare la prevenzione dei rischi

Le detrazioni fiscali consentono il recupero di gran parte delle spese sostenute per gli interventi per la messa in sicurezza degli edifici a rischio. La prevenzione dei rischi

 

Estendere con la prossima Legge di Bilancio il “sisma bonus” anche agli enti che gestiscono l’edilizia residenziale pubblica.

E’ quanto ha dichiarato il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio a commento dei risultati emersi da una ricerca di Federcasa, che mette in allerta sui costi per mettere in sicurezza gli edifici a rischio. Le strutture che avrebbero bisogno di un importante intervento sono 1.100 su un totale di 2.760 nella sola zona sismica 1, quella più a rischio, e la spesa si aggirerebbe sui 400 milioni.

L’estensione del cosidetto “sisma bonus” consentirebbe di investire nell’immediato 75 milioni per poter effettuare una prima tranche di interventi sui 2.000 alloggi più a rischio.

Che cos'è il sisma bonus

Il Sisma bonus 2017 è la detrazione fiscale approvata dalla Legge di Bilancio 2017 che prevede la possibilità di recuperare parte dei costi sostenuti per interventi di adeguamento sismico di prime e seconde case, degli immobili destinati ad attività produttive e di parti comuni dei condomini e degli interi edifici.

A differenza delle ristrutturazioni antisismiche (Bonus Terremoto 2017), che prevedono un recupero pari al 50% delle spese, le detrazioni per la prevenzione sismica sono più elevate perché consentono un miglioramento di una o due classi di rischio sismico dell’edificio. Maggiore sicurezza, maggiore risparmio.

Per gli immobili dediti alle attività produttive le detrazioni sono pari al 70% se la struttura migliora di 1 classe, dell’80% se avanza di 2 o più. In ogni caso l’ammontare del recupero della spesa non supera la soglia dei 96.000 euro. Un importante contributo per garantire la business continuity.

Oltre che per le zone più a rischio, classificate come zone 1 e 2, sono previste estensioni anche per la zona sismica 3, a medio rischio. Questa comprende gran parte della Lombardia con le province di Mantova, Cremona, Brescia, Bergamo, Sondrio, Lodi e parte delle province di Pavia, Milano, Monza e Lecco.

Le detrazioni, anziché essere recuperate in 10 anni, come avviene solitamente, verranno recuperate in soli 5 anni.

 

L'assicurazione contro le catastrofi naturali

In Italia, contrariamente a quanto accade in altri paesi, non c’è l’obbligo di tutelare le abitazioni e gli edifici produttivi con polizze contro le catastrofi naturali. E’ lo Stato a sostenere i costi per la ricostruzione, coprendo fra il 50 e l’80% dei danni subiti, con tutti i limiti che ne conseguono, primo fra tutti la dilatazione dei tempi di intervento. E con notevoli costi per tutti i contribuenti: sono in media oltre 3 miliardi i soldi spesi ogni anno per la ricostruzione.

La cultura assicurativa in Italia non è diffusa e che la messa in sicurezza e la prevenzione dei rischi non sono temi sentiti.

Basti pensare che solo il 45% delle abitazioni è assicurato contro gli incendi e addirittura solo il 2% contro le catastrofi naturali.

In Sicilia, ad esempio, l’89% del territorio è ad elevato rischio di terremoto, con oltre 360 comuni interessati e 4,7 milioni di persone coinvolte, eppure è assicurata solo 1 casa su 300.

Eppure, fra il 1966 e il 2015 ciascuna Regione Italiana è stata colpita da una calamità naturale, che fosse un terremoto, un’alluvione o una frana e ben il 15% del territorio è a rischio.

 

Come tutelarsi, diverse le opzioni in campo

Imporre l’assicurazione contro le calamità naturali a tutti? Il dibattito è sempre aperto e in Italia si accende ogniqualvolta accade un evento catastrofale.

Secondo il presidente dell’Ania Maria Bianca Farina, è ormai necessario che il sistema venga regolamentato perché in un Paese come l’Italia, dove c’è un’alta esposizione al rischio, ci sono offerte basse e il risarcimento viene fatto solo a posteriori.

Scartate varie proposte che prevedevamo sistemi di obbligatorietà o semi-obbligatorietà, con la compartecipazione degli Stati che si fanno da garanti, si è virati su un sistema di incentivazione fiscale, che potrebbe dare nuova linfa alle coperture.

Il Governo sembra infatti prediligere la via della prevenzione dei rischi piuttosto che imporre polizze assicurative obbligatorie.

 

Phishing

Cyber Security: attenzione alla supply chain

Attacco di phishing colpisce Unicredit tramite un fornitore

 

Gli attacchi informatici sono in continuo aumento, pochi giorni fa è stata la volta di Unicredit: 400.000 clienti italiani si sono visti violare i dati relativi a prestiti personali. Non sono stati acquisiti dati sensibili che permettano l'accesso ai conti bancari o transazioni non autorizzate, come password o altre credenziali di accesso, ma gli hacker potrebbero essere entrati in possesso di alcuni dati anagrafici e codici Iban. UniCredit ha informato le autorità competenti e avviato un audit sul tema. Intanto il titolo cala in Borsa dello 0,7%. Il Cyber Risk si conferma la vera sfida per la protezione dell’impresa e per garantire la continuità operativa (Business Continuity). E’ importante adottare un nuovo approccio alla gestione del rischio che parta dalla prevenzione e arrivi fino alla sottoscrizione di adeguate polizze assicurative.

Serve un sistema di Cyber Security integrato

Dotarsi di un piano integrato di protezione dal rischio cyber sta diventando sempre più un imperativo per le imprese. Gli attacchi informatici stanno colpendo aziende di tutte le dimensioni. Singoli utenti e piccole realtà non possono ritenersi al riparo da questo genere di pericoli e non è certo la prima volta che un’azienda strutturata viene colpita da attacchi informatici. Negli ultimi mesi sono state colpite la società britannica di pubblicità Wpp, il colosso dei trasporti danese Moller-Maersk, Deutsche Bahn, Renault e molte altre.

Attenzione alla sicurezza dei fornitori

C’è un’insidia in più. Dotarsi di un sistema di protezione dal rischio cyber è fondamentale, ma occorre assicurarsi che anche la propria supply chain ne sia dotata. In effetti, molte imprese chiedono già un piano di protezione informatica come requisito agli eventuali fornitori, data la facilità del contagio.

I criminali informatici si sono accorti che è più facile attaccare grandi strutture indirettamente, colpendo un contatto meno protetto. È il caso di UniCredit, che dichiara che gli accessi non autorizzati erano stati fatti tramite un loro fornitore. Era già successo nel dicembre 2013 all'azienda statunitense Target, vittima di un grave attacco sferrato passando per i sistemi informatici compromessi di alcuni punti vendita. A seguito di quest’episodio, sono stati rubati 40 milioni di dollari di tessere di debito e di credito e l’azienda americana è stata costretta a pagare più di 191 milioni di dollari, cifra ridotta poi a 145 milioni grazie alla copertura di polizze assicurative. Proprio per questo, è importante che ogni azienda si strutturi con un piano di Business Continuity efficiente, che metta al riparo le attività produttive e i servizi offerti anche con specifiche polizze cyber. Fondamentale svolgere preventivamente un’analisi dei punti critici del sistema e delle pratiche aziendali, senza dimenticare quelle dei fornitori e dei clienti.

Minaccia phishing: cos'è?

Il rischio maggiore per i correntisti Unicredit è che gli hacker utilizzino o vendano i loro dati per attuare tentativi di truffa sfruttando la posta elettronica, utilizzando cioè quella tecnica denominata phishing.

“Phishing: Truffa informatica effettuata inviando un'e-mail con il logo contraffatto di un istituto di credito o di una società di commercio elettronico, in cui si invita il destinatario a fornire dati riservati (numero di carta di credito, password di accesso al servizio di home banking, ecc.), motivando tale richiesta con ragioni di ordine tecnico”.

Nonostante sia ormai tra le minacce informatiche più conosciute, il phishing resta un pericolo a livello globale: da una ricerca condotta da Intel e McAfee emerge che solo il 3% dei 19mila intervistati in 144 Paesi è stato capace di identificare correttamente tutti i dieci esempi del test a cui sono stati sottoposti, riuscendo a distinguere le mail legittime da quelle progettate per carpire informazioni. Avendo fallito almeno una prova, ben l’80% del campione preso in esame sarebbe rimasto vittima di un hacker.

Come proteggersi?

Ecco le principali regole che ogni utente può seguire per evitare di incorrere in attacchi di phishing e furto di dati:

  • Controllare la grammatica del messaggio via email. Il dipendente che ha salvato Deutsche Bank da un attacco cyber nel 2016 si era insospettito per un errore all’interno della comunicazione ufficiale, «fandation» al posto di «foundation»;
  • Evitare click su indirizzi fasulli, riconoscibili da strani codici numerici o altri URL incorporati all’interno. Gli indirizzi ufficiali sono di solito chiari e semplici;
  • Non cliccare su alcun link che chiede di modificare i tuoi dati personali di un account, soprattutto se si tratta di portali istituzionali, della tua banca o della tua compagnia telefonica. Nessun ente serio chiede di rivelare dati sensibili via email, telefono, SMS o chat;
  • Modifica le impostazioni della privacy dei social network a cui sei iscritto e nascondi i dati sensibili;
  • Cestina le mail che finiscono nella cartella spam del tuo servizio di posta elettronica: sono per la maggior parte junk mail o tentativi di phishing. Se il tuo client di posta non prevede una funzione di riconoscimento della posta indesiderata, scarica un apposito programma antispam;
  • Installa nel tuo computer un antivirus che includa la protezione dal phishing e assicurati che si aggiorni con frequenza;
  • Non salvare dati d’accesso ai portali nel browser, usa password alfanumeriche, di almeno 6 caratteri e cambiale spesso (una volta al mese);
  • Per eventuali acquisti su Internet, preferisci le carte prepagate alle carte di credito o apri un account PayPal, che in caso di truffa ti permetta di essere risarcito. Accertati anche che il sito di acquisti online sia affidabile e che utilizzi sistemi di crittografia come le connessioni SSL/TLS, rese visibili sulla barra degli indirizzi del browser da un’icona a forma di lucchetto;
  • Attenzione agli indirizzi web abbreviati tramite servizi quali TinyURL o Google urlshortener: potrebbero nascondere rischi di cyber security. Meglio controllare sempre l’indirizzo completo prima di visitarlo, ad esempio con il programma Long URL Please;
  • Controlla spesso i movimenti del tuo conto corrente e delle tue carte di credito o bancomat
Sicurezza stradale - rischi alla guida

Sicurezza stradale: sanzioni e controlli più severi

Provvedimento Minniti: tolleranza zero per i comportamenti pericolosi alla guida, più controlli e maggiore coordinamento degli organi di Polizia.

 

A fronte di un numero in riduzione di infrazioni e incidenti, crescono le vittime della strada, spesso a causa delle cattive abitudini degli automobilisti. La direttiva emanata lo scorso 21 luglio dal Ministro dell’Interno Marco Minniti punta su controlli rinforzati e sul coordinamento da parte delle Prefetture. Intanto, per le nostre strade, continuano a circolare veicoli sprovvisti della polizza RC auto.

Il provvedimento del Ministero dell’Interno si inserisce nell'impegno, preso da tutti i Paesi dell’Unione Europea, di dimezzare entro il 2020 gli incidenti mortali rispetto al dato del 2010.

Lo smartphone si rivela un rischio alla guida

Più di 800 morti sulle strade, solo dall'inizio di quest’anno: è il dato peggiore dal 2001. Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero lancia l’allarme: i morti sulla strada sono aumentati del 2,9% rispetto allo scorso anno, che diventa 7,4% se consideriamo i primi sei mesi dell’anno. Solo nel mese di giugno, il numero delle vittime è passato dai 695 del 2016 a 727.

E questo nonostante, rispetto al 2016, gli incidenti (39.049 al 16 luglio 2017) siano calati del 3,5% e le infrazioni, soprattutto grazie al calo delle multe per eccesso di velocità, siano diminuite del 10,5%.

Dov’è allora il problema?

I dati parlano chiaro. Aumentano del 15,1% le sanzioni dovute all’uso del cellulare, oltre 3.000 in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Distogliere gli occhi dalla strada per controllare social e messaggi sullo smartphone è tra le pratiche che più hanno influito sull'incremento di incidenti mortali nei primi mesi del 2017.

Sanzioni più severe e coordinamento degli organi di Polizia

La direttiva, sotto forma di circolare del servizio Polizia stradale (tutte le circolari sono disponibili sul Portale della Sicurezza Stradale) , protocollata col numero 300/A/5620/17/144/5/20/3, tenta di scoraggiare i comportamenti pericolosi, causa del maggior numero di incidenti. Vengono inasprite le sanzioni per l’utilizzo del telefono, per guida in stato d’ebrezza, per assunzione di stupefacenti, per il mancato uso dell'auricolare, delle cinture e del casco. Si aggiunge un invito all'attenzione rivolto agli agenti normalmente non adibiti a controlli stradali, soprattutto per l’uso del telefono alla guida, per il quale ci sono ancora problemi normativi. Infatti, l'articolo 173 del Codice della strada proibisce di tenere le mani su “apparecchi radiotelefonici” ma, essendo stato scritto nel 1992, non prende in considerazione gli ormai diffusi sistemi multimediali dei veicoli moderni.

Strumenti di controllo della velocità

La circolare riclassifica i sistemi di rilevamento della velocità in tre grandi categorie: fissi (Tutor, Vergilius), temporanei (autovelox) e mobili (apparecchiatura utilizzata da un veicolo in movimento). Viene poi ridefinito il loro posizionamento e la distanza delle segnalazioni obbligatorie. Prevista anche la possibilità di effettuare riprese frontali da remoto purché si proceda all'oscuramento automatico dell'abitacolo, a tutela della privacy.

La riduzione a favore del trasgressore del valore di velocità rilevato è del 5%. Eventuali decimali non potranno essere ulteriormente arrotondati, né sarà possibile tener conto di percentuali di riduzione collegate all'incertezza della misura dello strumento “che sono già comprese nella percentuale citata", come precisa la direttiva.

Gli strumenti saranno tarati e controllati nel loro funzionamento ogni anno e sarà compito dei prefetti monitorare che la loro collocazione sia motivata da esigenze di sicurezza stradale e non di arricchimento delle amministrazioni locali, come era stato già denunciato dall'Aci, Automobile Club d’Italia, riguardo alcuni casi in Italia.

Ancora troppi veicoli sprovvisti di assicurazione: un rischio per la collettività

Purtroppo, rimane ancora insufficiente il controllo delle polizze RC Auto.

ANIA ha attestato che nel 2016 erano 2,9 milioni i veicoli circolanti senza una polizza assicurativa: il 6,7% del totale. La media nel Sud del Paese è persino aumentata dall'anno precedente, raggiungendo il 10,7% del totale.

L’evasione assicurativa potrebbe essere messa a freno dal controllo a distanza delle targhe utilizzando proprio gli strumenti di controllo ridefiniti dalla direttiva Minniti. E’ necessario però che gli stessi siano omologati così come aveva definito la legge di Bilancio di due anni fa.

Vale la pena utilizzare la tecnologia a nostra disposizione, non solo per la sicurezza delle nostre strade: l’evasione della copertura assicurativa, gravando sul Fondo vittime della strada, può comportare un rincaro del costo delle polizze. Secondo quanto dichiarato da Umberto Guidoni, responsabile del reparto auto dell’ANIA:

“Il Fondo vittime della strada ogni anno paga oltre 400 milioni di euro per risarcire vittime di incidenti con soggetti non assicurati. Quindi già questo dà la dimensione, senza considerare poi i danni derivanti dal fatto che questo potrebbe andare a determinare un incremento della percentuale sul premio, necessaria per andare a coprire il Fondo che chiaramente va in sofferenza”.

 

 

ANIA_Assemblea_2017 - mercato assicurativo

Il mercato assicurativo punta sull’innovazione, mentre l’attività dei broker accelera

Nonostante il difficile contesto economico, il settore del brokeraggio assicurativo continua a crescere

 

 

Durante l’Assemblea annuale dell’Ania sono stati presentati gli ultimi dati del mercato assicurativo, i risultati raggiunti e le opportunità da intercettare. I mutamenti in corso fanno dell’innovazione la vera sfida. L’Aiba, intanto, conferma la crescita nel settore dei broker assicurativi.

Italia quarta in Europa per la raccolta di premi assicurativi

L’industria assicurativa italiana fornisce un contributo importante all’economia e alla società, offrendo una vasta gamma di servizi per aiutare persone, famiglie e imprese a gestire e proteggersi dai rischi recuperando le perdite in caso di danni. Nel settore lavorano complessivamente circa 300 mila persone.

Lo scorso 5 luglio, nel corso dell’Assemblea annuale, l'Ania, Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, ha presentato i dati del mercato assicurativo riferiti al 2016.

Nonostante il mercato italiano abbia registrato un leggero calo, il nostro Paese è comunque al quarto posto in Europa e all’ottavo nel mondo nella raccolta di premi assicurativi, con una quota di mercato pari al 3,4% (3,6% nel 2015).

Distribuzione premi mondiali per paese

Anche il peso dei premi assicurativi nei rami danni e vita sul Prodotto Interno Lordo è interessante, coprendo l’8,2%, più di quanto si registri negli Stati Uniti, in Germania e in Cina. Il premio medio per abitante in Italia è tuttavia di 2.258 euro, ancora inferiore a quello registrato negli altri principali paesi industrializzati (si va dai 3.772 euro spesi in media negli USA, ai 2.302 euro in Germania).

Premi danni e vita su PIL

La Presidente di Ania Maria Bianca Farina vede nell’innovazione “la vera sfida” per l’Italia, che deve colmare il gap che la separa dagli altri paesi. Un’indagine della Commissione Europea individua le lacune del nostro sistema nazionale proprio nelle nuove direttrici del cambiamento: l'interconnessione globale, i trend demografici e la tecnologia. Secondo Maria Bianca Farina, queste nuove forze sono destinate a cambiare la clientela, i suoi bisogni e soprattutto il modo di fornire i servizi: è necessario trasformarle al più presto in opportunità. Sull’onda delle nuove tendenze globali, i servizi offerti dovranno essere "semplici e trasparenti, facilitando il consumatore, a cui dare risposte in un clic".

“È più che mai evidente che l’industria assicurativa è chiamata a significativi investimenti in innovazione nelle modalità di comunicazione, nonché nell’ambito dell’offerta, dell’organizzazione e della distribuzione. Un’industria assicurativa al passo con i tempi, in grado di dialogare e offrire soluzioni coerenti con le preferenze, gli atteggiamenti, la cultura dei nostri giovani, rappresenta un attore importante nel garantire protezione e stabilità in una fase di grande cambiamento economico e sociale”.

Servono quindi nuovi prodotti, soprattutto in tema di previdenza integrativa e protezione, ma anche un nuovo modello di business e di servizio.

Ramo danni in leggera discesa

Nel 2016 i premi raccolti nel settore danni sono stati 32 miliardi, in discesa di un punto percentuale rispetto al 2015. I premi nel ramo RC Auto sono quelli che hanno registrato il calo maggiore (-5,6%), ma mantengono comunque la quota più alta del mercato (42,3%). In aumento, invece, le quote degli ambiti corpi veicoli terrestri, credito e cauzione, infortuni e malattia e property. In particolare il ramo crediti, che registra un importante + 5,9%, seguito con il + 4,6% dal ramo infortuni e malattia.

Rami danni

Attività dei broker assicurativi in continua crescita

Nonostante il difficile contesto economico e il calo del mercato assicurativo italiano dell’8,7% a 134,2 miliardi, il settore del brokeraggio assicurativo continua a crescere.

Nel 2016 i broker assicurativi italiani hanno intermediato 16,6 miliardi di euro, l’11,5% del mercato, più di un punto percentuale in crescita rispetto all’anno precedente (10,3%). Solo nel ramo danni, sono stati gestiti dai broker di assicurazioni 14,9 miliardi di euro, pari al 41% del comparto (dal 39,7%). Inoltre, come sottolineato dall'Aiba, Associazione Italiana Brokers Assicurativi, nell’Assemblea dello scorso 21 giugno, oltre il 65% dei rischi industriali sono intermediati da broker.

In crescita anche il numero di broker assicurativi attivi nel Bel Paese: negli ultimi dieci anni, sono aumentati sia le società (+66,2%), sia le ditte individuali (+85%). Lo sviluppo è dovuto in buona parte al passaggio al brokeraggio da parte di ex agenti. Secondo l’elaborazione dei dati Aiba di Innovation Team, dal 2008 il bilancio degli agenti iscritti al Registro Unico degli Intermediari (RUI) è calato di 10 mila unità a fronte di oltre mille broker di assicurazioni acquisiti. A fine 2016 erano ben 1.697 le aziende di brokeraggio iscritte al registro, in aumento del 4,9% dall’anno precedente

Trend Estate 2017 - polizze viaggi

Estate 2017: guida ai trend e alle polizze viaggi

Le mete più cliccate per l’estate 2017 e le assicurazioni viaggi per proteggersi da ogni rischio

 

La stagione estiva è ormai avviata e le vacanze si avvicinano: è ora di mettere da parte ogni preoccupazione. Come fare? Una polizza viaggi può aiutare a partire tranquilli. Esistono infatti rischi a cui ci si espone proprio mentre si è rilassati e lontani dalle incombenze quotidiane: voli cancellati, danno, furto o smarrimento bagagli ed emergenze sanitarie purtroppo possono sempre capitare. Nessuno rinuncerà alle ferie per questo, ma è utile conoscere le soluzioni assicurative che il mercato propone.

Ampia è l’offerta di polizze ad hoc per non farsi trovare impreparati. Alcune coperture assicurano i singoli, altre i gruppi, molte entrambi, per un singolo viaggio o per un anno intero. Esistono soluzioni differenziate per ogni esigenza ed è possibile confrontare caratteristiche e costi, chiedendo un preventivo al proprio consulente assicurativo e spesso anche online.

Quando serve una copertura sanitaria?

Nel caso la destinazione sia extraeuropea e non sia stato stipulato un accordo fra i Paesi per garantire l’accesso gratuito alle cure, la copertura sanitaria è consigliata con un massimale elevato per poter coprire gli eventuali alti costi delle spese mediche, ospedaliere e farmaceutiche in loco. E’ il caso di Paesi come gli Stati Uniti, il Messico o il Canada, ad esempio, dove la sanità è privata e ammalarsi può costare caro. Quantcast mete turistiche 2017_grafico

Sembra però che alla maggioranza delle persone in partenza quest’estate sarà sufficiente una polizza viaggi meno onerosa. Uno studio condotto da Quantcast rivela infatti che gli italiani tenderanno a restare nei confini dell’Unione Europea, dove è sufficiente esibire la tessera sanitaria italiana per avere accesso gratuitamente a tutte le prestazioni negli ospedali e negli ambulatori pubblici. Lo stesso vale recandosi in Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein.

Basandosi sui dati relativi ai comportamenti degli utenti online, la compagnia di marketing digitale ha individuato i trend dell’estate 2017, scoprendo i prodotti più ricercati, gli eventi attesi e le mete più ambite.

Risulta essere Porto Cervo la meta più cliccata dalle donne over 50, mentre le più giovani sognano la suggestiva Santorini. Gli uomini, invece, preferiscono Taormina e i ragazzi il divertimento offerto da Ibiza. Capitali come Lisbona attirano trentenni desiderose di unire relax, divertimento e cultura, mentre tra i coetanei spopola Nizza come destinazione prediletta.

Per esigenze di risparmio o desiderio di sicurezza, ben il 75,4% del campione considerato da Doxa resterà in Italia, scegliendo per lo più destinazioni marittime. La Sicilia si conferma in testa, seguita da Puglia, Veneto, Sardegna, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Toscana.

Non va male, perché quest’anno sono 342 i lidi ad aver ottenuto la certificazione della Fee – la Fondazione per l’educazione ambientale: ben 49 in più dello scorso anno e pari a circa il 5% di quelli premiati a livello mondiale. I criteri di premiazione valutano non solo le spiagge paradisiache, ma anche qualità del servizio, ecologia e capacità di valorizzare la natura circostante. La regione con più bollini blu è la Liguria, con 27 località premiate, grazie ai due nuovi ingressi di Camogli e Bonassola. Nelle prime posizioni troviamo anche la Toscana con 19 località e le Marche con 17.

Nel caso si vogliano invece raggiungere destinazioni lontane, magari insolite, la guida Best in Travel 2017 di Lonely Planet suggerisce mete finora ignorate dai grandi flussi del turismo, quali il Canada di Justin Trudeau, la Colombia o il Myanmar e le ultime frontiere dell’avventura, come la Mongolia, il Nepal, la Polinesia o le Ande peruviane.

Assicurazione bagaglio

Nel caso ci si debba spostare in treno, aereo, pullman o traghetto il mercato offre coperture utili ad assicurare i nostri effetti personali. È possibile avere la garanzia di indennizzo, basata, di norma, sul valore commerciale dei beni coinvolti nel danno, nel furto o nello smarrimento. Si è solitamente coperti anche per l’acquisto dei cosiddetti «beni di prima necessità» persi o non disponibili a causa di un ritardo nella consegna dei bagagli. Se si parte in auto o in moto queste polizze sono tuttavia sconsigliate: prevedono molte cause limitative nelle coperture, con rimborsi spesso penalizzati dalle franchigie.

Si vuole annullare un viaggio?

Nel caso non si riesca a partire, si è rimborsati della somma dovuta a titolo di penale per biglietti, albergo o affitto della casa per le vacanze, interamente o parzialmente. Occorre però ricordare che un viaggio annullato è coperto da assicurazione solo se l’impedimento è «di forza maggiore»: malattia o infortunio (dell'assicurato o dei familiari inclusi nella copertura), decesso di un parente, danneggiamento della casa, revoca delle ferie, furto dei documenti di viaggio.

Da controllare prima di partire

Prima di procedere con la ricerca di una copertura assicurativa mirata, è opportuno verificare di non essere titolari di polizze generiche che prevedono anche tutele per i viaggi, come per esempio una polizza infortuni per attività professionale ed extra professionale o una polizza RC Capofamiglia. Si consiglia di controllare inoltre la polizza RC Auto: spesso nelle garanzie è prevista anche l'assistenza del veicolo.

Dal rischio insolvenza o fallimento dell'operatore turistico sono protetto?

Se per il viaggio ci si affida a un’agenzia o a un tour operator, vale la pena verificare che abbia sottoscritto una polizza ad hoc che protegge i viaggiatori in caso di insolvenza o fallimento dell’operatore turistico.

Dal luglio 2016 infatti, in base al nuovo Codice del turismo, le imprese di viaggi devono garantire direttamente i contratti di vendita di pacchetti di viaggio con polizze assicurative che, in caso di insolvenza o fallimento, assicurino il rimborso del prezzo versato dal consumatore sia che abbia acquistato un pacchetto turistico organizzato, sia che abbia prenotano un singolo viaggio.

Grazie alla consulenza prestata da Assiteca, tutte le agenzie aderenti a Fiavet, la più importante associazione di categoria, e consorziate al fondo di garanzia Fogar, sono coperte dalla polizza Filo diretto Protection, conforme all’art.50 del Codice del Turismo (D. Lgs. n. 79 del 23/05/2011) e alla Direttiva UE 2015/2302 del 25/11/201, ideata proprio per proteggere i viaggiatori in caso di insolvenza o fallimento dell’operatore turistico.

Voglia di Festival?Quantcast festival estivi 2017_grafico

Se non è possibile partire per più giorni, niente paura! Per chi cerca opportunità di svago facilmente raggiungibili, l’analisi di Quantcast indica anche i Festival italiani più amati.

Postepay Rock in Roma è sicuramente tra questi: in poco più di 6 anni ha conquistato un posto di prestigio tra i festival internazionali più attesi della stagione estiva. Fino al 2 agosto, l’Ippodromo delle Capannelle ospiterà nomi famosi della scena musicale internazionale: Muse, Subsonica, Litfiba, Caparezza, Lenny Kravitz, il trio Fabi Silvestri Gazzè, Negrita e Linkin Park.

Da non lasciarsi sfuggire è il Lucca Summer Festival, anch’esso con una scaletta di date interessante per tutto il mese di luglio: presenti J-Ax&Fedez, Robbie Williams, Il Volo, Luis Fonsi e addirittura Panariello, Conti e Pieraccioni. Imperdibile per gli amanti del genere, Umbria Jazz sta animando proprio in questi giorni le calde serate perugine, senza dimenticare il cinema per ragazzi, annualmente celebrato dal Giffoni Film Festival.

Se te li sei persi, per il prossimo anno ricordati di segnare in agenda a giugno gli IDAYS e i Wind Music Awards, che quest’anno hanno fatto divertire migliaia di giovani e meno giovani da tutto il mondo.

 

Polizza crediti commerciali - tutelarsi dalle insolvenze

Crediti commerciali e puntualità dei pagamenti, ecco le regioni più virtuose

Il recupero dei crediti commerciali è più difficoltoso in Sicilia e Campania, male anche nel Lazio. Bene Veneto e Emilia

 

E’ il nord est l’area nella quale i pagamenti alle aziende vengono effettuati nel rispetto delle scadenze (nel 44, 1% dei casi). Il Veneto (44,9%) e l’Emilia Romagna (44,8%) si distinguono per essere le regioni più virtuose.

In media, in Italia, le fatture vengono saldate nei tempi richiesti nel 35,6% dei casi, mentre nel 12% ciò avviene con 30 giorni di ritardo.

Dai dati riferiti al primo trimestre 2017 dell’Osservatorio CRIBIS, realtà specializzata nella fornitura di informazioni economiche, credit scoring e soluzioni per le decisioni di business, emerge come la percentuale di pagamenti effettuati con puntualità vari da Regione e da provincia.

Crediti Commerciali - dati Cribis

Nel Veneto il problema del recupero dei crediti commerciali è meno sentito a Vicenza, provincia risultata la più virtuosa considerando che il 48% delle imprese è puntuale e solo il 6,2% delle aziende supera i 30 giorni di ritardo per pagare. Anche nelle province di Belluno, Treviso e Padova si raggiungono quote di puntualità pari al 45%, mentre nelle aziende veneziane i pagamenti puntuali si assestano al 38%, comunque sopra la media nazionale.

Bene anche in Emilia Romagna, dove spiccano per il loro virtuosismo le province di Forlì-Cesena e Modena, con oltre il 47% delle imprese puntuali. Anche Bologna registra performance sopra la media italiana (45,4%) mentre Rimini si ferma al 38,8%. E’ interessante constatare come nella Regione le micro realtà, pur distinguendosi per la loro puntualità (46,4%), facciano registrare anche il dato più alto di ritardi gravi, pari al 9%. Le aziende di dimensioni maggiori risultano meno puntuali (14,6%) ma anche meno ritardi (4,0%), dando quindi meno problemi per il recupero dei crediti commerciali.

In Lombardia il 44,4% delle 807.000 aziende censite riesce a saldare i conti alla scadenza, mentre il 7,3% lo fa con un grave ritardo. Le province più virtuose risultano Bergamo, Brescia e Sondrio (51%), seguite a ruota da Mantova (50,6%), mentre le imprese milanesi si assestano sulla media nazionale. Le maggiori criticità si registrano nei settori Commercio e Agricoltura, foreste, caccia e pesca, dove i pagamenti oltre i 30 giorni raggiungono percentuali rispettivamente pari all’11,1% e al 12,4%.

Nel vicino Piemonte la quota delle aziende che salda per tempo le fatture è pari al 35,5%, mentre si registrano ritardi gravi sotto la media per il 2,4%. Le aziende del biellese sono le più virtuose (46,6% di pagamenti puntuali e solo il 7,4% di ritardi gravi), mentre Torino registra difficoltà con solo il 32% di conti saldati per tempo e ritardi gravi che arrivano all’11,1%. Negli ultimi 7 anno è calata dell’8,7% la puntualità e si è inoltre registrato un incremento dei ritardi gravi del 128,6%.

Situazione difficile anche in Liguria: anche qui negli ultimi 7 anni i ritardi gravi sono cresciuti in tutte le province con un incremento totale del 202,3% e i pagamenti alla scadenza sono diminuiti del 12,3%. Fra le province liguri è Genova la più puntuale, con una percentuale di pagamenti per tempo pari al 32,3% e ritardi gravi sotto la media regionale. In difficoltà anche qui Agricoltura e Commercio, mentre il comparto dei Servizi finanziari emerge positivamente registrando per il 50% pagamenti puntuali.

La crisi del credito attanaglia anche la Toscana, al di sotto della media nazionale per l’1,9%. La provincia più virtuosa risulta essere Pisa, dove le aziende per il 38% pagano con puntualità, seguita da Firenze (36%), città in cui i ritardi gravi sono l’11,6%. Crediti commerciali da recuperare in maniera più difficoltosa, invece, a Livorno e Pistoia, sotto la soglia del 30%. Le aziende di grandi dimensioni riescono a mantenere i ritardi al di sotto dei 30 giorni limitando i ritardi gravi (5,7%), mentre le piccole realtà, più puntuali, hanno invece maggiori ritardi gravi (13,7%).

Nel Lazio non solo la quota dei pagamenti puntuali è al di sotto della media nazionale, registrando solo un 26,3%, ma si registra anche una percentuale più alta dei ritardi gravi (17,3%). La generale situazione di difficoltà dei pagamenti e di recupero dei crediti commerciali si acuisce a Rieti, mentre Viterbo è la provincia più virtuosa. A soffrire maggiormente, anche qui, il settore del commercio al dettaglio, mentre i servizi finanziari registrano percentuali di puntualità nei pagamenti pari al 42,3%. Si evidenziano comunque segnali di ripresa, ne è una dimostrazione il calo dei ritardi gravi pari al 26,3%.

In controtendenza la Puglia: pur registrando percentuali di ritardo sotto la media nazionale, nel primo trimestre 2017 si è verificato un aumento della puntualità dei pagamenti pari al 3% e una riduzione del 27% dei ritardi gravi rispetto all’anno precedente. Barletta-Andria-Trani e Bari risultano essere le province più virtuose con pagamenti puntuali superiori al 27% e pagamenti oltre i 30 giorni sotto il 18%. Più in difficoltà Brindisi, Foggia e Taranto; in quest’ultima città, in particolare, i ritardi gravi sfiorano il 21%.

In generale la situazione peggiore per il recupero dei crediti commerciali si registra in Sicilia e in Campania, dove le aziende pagano in modo puntuale nel 20% dei casi circa e dove si registrano pagamenti oltre i 30 giorni dalla scadenza superiori ai 21 punti percentuali.

Assicurazione Crediti Commerciali, i vantaggi

Incassare può essere un problema, sia per le imprese di grandi dimensioni sia per le piccole realtà. Prevenire il verificarsi di mancati pagamenti diventa quindi fondamentale.

L’assicurazione crediti commerciali è un utile strumento perché in una situazione di mercato stabile rappresenta una leva commerciale per l’impresa, mentre nei casi di incertezza è imprescindibile nell’ottica della prevenzione.

La polizza crediti commerciali, oltre a garantire le perdite sui mancati pagamenti, permette inoltre di recuperare informazioni approfondite sui propri clienti fornendo un valido supporto per lo sviluppo delle vendite e per avvicinarsi a nuovi mercati.

Business continuity

Business Continuity: in un mercato globale è necessario prevenire

"Strutturarsi con un sistema integrato di gestione dei rischi che includa un Business Continuity Plan garantisce la sopravvivenza dell'azienda"

 

 

E’ andata in onda lo scorso 1 luglio su Radio 24 all’interno della trasmissione Fabbrica 2.4, condotta dal giornalista Filippo Astone, l’intervista di approfondimento a Gabriele Giacoma, A.D. di Assiteca, e a Vittorio Veronesi, Responsabile Divisione Tecnica, sul tema Business Continuity.

Sono molti gli eventi imprevedibili che possono capitare e mettere in difficoltà le imprese, di qualsiasi dimensione siano. Incendi, disastri ambientali, interruzione della supply chain e i sempre più frequenti attacchi informatici - solo per citarne alcuni - possono causare interruzioni delle attività operative con conseguenti danni economici e di immagine.

Secondo una ricerca di AIBA, Associazione Italiana dei Brokers di Assicurazione e Riassicurazione, il 40% delle aziende italiane che, in conseguenza di un sinistro, rimane inattiva per più di tre mesi fallisce entro due anni dalla ripresa dell’attività.

Il fatto che un’azienda si strutturi con un sistema integrato di gestione dei rischi che include un business continuity plan attiene alla sua stessa sopravvivenzaafferma Gabriele Giacoma. “Il mercato è sempre più veloce e interconnesso, la protezione tramite il trasferimento del rischio al mercato assicurativo non è più sufficiente. E’ necessario prevenire, perché un sinistro che tiene un’azienda inattiva per un periodo prolungato ha come rischio l’uscita dell’azienda dal mercato, indipendentemente dall’aver ottenuto gli indennizzi corretti dalla copertura assicurativa”.

Operare in un contesto globale rende le aziende ancora più esposte. “Interrompere la fornitura a un cliente significa rischiare di essere sostituito e perderlo per sempre” fa notare Vittorio Veronesi. “La business continuity certificata è sempre più un requisito indispensabile che alcune multinazionali, soprattutto nei settori chimico, farmaceutico e dell’automotive, chiedono ai fornitori e ai contoterzisti, pena l'esclusione delle commesse”.

La Procemsa di Torino, azienda farmaceutica che produce integratori alimentari, medical devices e cosmetici per conto terzi, per poter lavorare con una delle maggiori multinazionali del settore ha deciso di adottare un piano di business continuity, come ha illustrato il presidente Filippo Sertorio, intervistato da Astone.

Dotarsi di un Business Continuity Plan (BCP) consente quindi all’azienda di riuscire a far fronte agli eventi imprevedibili senza pregiudicare la continuità aziendale.

Il mercato assicurativo si è sempre concentrato sulla protezione. Oggi è invece necessario concentrarsi sulla prevenzione per pianificare i comportamenti più adatti a fronteggiare un evento e gestire l’imprevisto.” afferma Gabriele Giacoma.

Ascolta l'intervista

Perché un piano di business continuity

Molti i motivi, tra i più importanti:

  • i Main Contractor richiedono sempre più spesso il BCP come condizione essenziale per il rinnovo dei contratti di fornitura;
  • i Clienti pretendono continuità nella fornitura;
  • gli Stakeholders si aspettano che il management abbia il controllo della situazione: il BCP è un indicatore di una gestione manageriale responsabile e lungimirante;
  • i nuovi rischi (cyber, compliance, …) esigono una maggior consapevolezza delle proprie vulnerabilità e una capacità di gestione/reazione immediata all’evento.

Ma soprattutto, in un mercato dove la concorrenza è sempre più agguerrita, il Business Continuity Plan rappresenta un vantaggio strategico per differenziarsi dai propri competitor e acquisire nuova clientela.

Per le PMI è un’arma per aumentare la propria competitività.

I vantaggi tangibili di un Business Continuity Plan

Le aziende che hanno implementato un Business Continuity Plan dimostrano nel medio periodo una resilienza e una redditività del 40% superiore alla media del campione.

Da un punto di vista strategico, i vantaggi derivano da una compliance legale e regolamentare, il mantenimento del miglior livello di servizio verso i propri clienti, un rating più alto nelle valutazioni da parte dei clienti, una gestione efficace della reputazione.

Il Business Continuity Plan rappresenta inoltre un importante supporto alla pianificazione di investimenti strategici perché consente una migliore comprensione del profilo di rischio aziendale e una conseguente valutazione più positiva da parte degli operatori finanziari.

Da un punto di vista operativo, il Business Continuity porta un miglioramento continuo dei processi organizzativi, un rafforzamento del management attraverso la collaborazione e responsabilizzazione, una relazione più trasparente e diretta con i clienti, una gestione più puntuale della supply chain.

Infine rende possibile un’ottimizzazione del programma assicurativo grazie alla riduzione del costo del trasferimento assicurativo e all’ampliamento delle coperture.

Le Fonti Awarrds - Assiteca Broker Assicurativo dell'anno

Assiteca Broker assicurativo dell’anno

Broker Assicurativo dell’anno. Assiteca è stata premiata con il prestigioso Le Fonti Awards lo scorso 29 giugno in una serata esclusiva tenutasi a Palazzo Mezzanotte nella sede di Borsa Italiana davanti a una platea di imprenditori, dirigenti, partner di studi internazionali, gruppi bancari e direttori di testate radiotelevisive.

Il riconoscimento è stato assegnato “Per essere un’eccellenza italiana e leader di settore. Per aver saputo, anche a seguito della quotazione all’Aim, ottenere premi e ricavi in crescita e avviare strategiche acquisizioni.

A ritirare il premio Giulia Lucca, Innovation Manager di Assiteca, insieme a Steven Zan, Direttore della Divisione Internazionale, Marco Carbonchi, a.d. di A&B S.r.l, Gabriele Giacoma, AD di Assiteca, e Ottorino Capparelli, Project Manager.

Assiteca era stata premiata anche lo scorso anno come Eccellenza dell’anno nell’ambito dell’intermediazione assicurativa per l’impegno nella diffusione della cultura assicurativa.

Nella foto qui di seguito sono stati ritratti i pluripremiati, coloro che hanno ricevuto il riconoscimento sia quest'anno sia nelle passate edizioni.

le Fonti Awards - i pluripremiati

Le Fonti Awards, giunti quest’anno alla settima edizione, fa parte dei premi internazionali IAIR Awards® (www.iairawards.com) che si tengono ogni anno nei principali centri finanziari globali, fra i quali NewYork, Londra, Dubai, Hong Kong e Singapore.

La selezione delle aziende è stata effettuata dal Centro Studi, dall’Istituto di Scienze e Cultura di Le Fonti con indicazioni redazionali da parte delle riviste e quotidiani: il mensile World Excellence e il mensile LEGAL, diretti da Angela Maria Scullica, e il quotidiano Finanza & Diritto.

Sono stati inoltre presi in considerazione i dati della survey realizzata fra oltre 40.000 contatti qualificati provenienti dal mondo delle imprese e delle professioni.

I principali criteri di valutazione che hanno portato all’identificazione delle vincitrici hanno riguardato i risultati di business, la leadership nel settore, lo sviluppo strategico, l’internazionalizzazione, l’alta qualità del servizio, la sostenibilità, l’innovazione di settore e la promozione della formazione.